Quando la violenza è gratuita e strumentalizzata

La reazione, corale e decisa, si è rivelata molto più intensa e motivata della becera minaccia arrivata da persone in preda a livore misto a ranco

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La reazione, corale e decisa, si è rivelata molto più intensa e motivata della becera minaccia arrivata da persone in preda a livore misto a rancore, nei confronti di chi si è assunto l’oneroso compito di gestire la cosa pubblica. Una vera insurrezione composta e perentoria che rincuora, evidenzia come i comportamenti civili e pacati, ancorché sorrette da valide ragioni, sono prevalenti su quelli incivili e litigiosi. L’ordine, il raziocinio hanno respinto le modalità inconsulte e improntate a aggressività. Per tanti versi una concretezza che rasserena e fa guardare con fondata fiducia al prossimo.
Il casus belli è stato un attacco immotivato e oltraggioso nei confronti di Maria Teresa Valente, operosa assessora al welfare e cultura, un settore tra i più delicati e sensibili del contesto amministrativo comunale che la titolare gestisce con oculato equilibrio. Una postazione in trincea in un contesto nel quale si ritrova e ribolle la gran parte delle problematiche riferite in particolare al sociale, alla condizione difficile di tanta parte della popolazione manfredoniana alle prese con fondamentali difficoltà quotidiane spalmate tra quelle riferite alla sussistenza giornaliera, alla casa.
A inasprire la situazione è arrivata il tema dell’accoglienza dei rifugiati. Una problematica del tutto a sé stante, gestita dai competenti organi istituzionali, in maniera ordinata e razionale, ma che le immancabili strumentalizzazioni politiche hanno portato alla esasperazione. Della questione che cammina su canali propri, se ne stava discutendo in consiglio comunale, quando è scoppiata la bagarre. Dal pubblico sono volate parole grosse che hanno coinvolto in maniera specifica l’assessora Valente bersagliata con quelle minacce facinorose e sessiste riprese e diffuse anche dalla stampa nazionale. Minacce confermate dal sindaco La Marca: «è stata aggredita verbalmente e pesantemente da una donna e un uomo» ha postato.
La Digos presente con telecamere portatili ha registrato tutto. Gli agenti sono intervenuti per evitare il peggio. Il tutto sarà naturalmente visionato e valutato per gli eventuali provvedimenti giudiziari, L’assessora Valente dal canto suo, rimasta profondamente scossa e dispiaciuta per quanto accaduto, si è riservata di adire le vie legali. I presupposti ci sarebbero tutti: non si è trattato solo di una frase grave, ma di una minaccia violenta a sfondo sessuale, e che sia stata lanciata nel contesto di un consiglio comunale aggrava ancor più la situazione. Espressioni di questo tipo possono configurare diversi reati come minaccia aggravata dal contesto pubblico, violenza privata o intimidazione, violenza di genere.
Tutto il mondo politico, locale e oltre fino a quello regionale, è insorto nei confronti di un modus operandi violento e minaccioso che non può essere assunto a metodo per sostenere una qualsiasi rivendicazione. Purtroppo a Manfredonia è cultura diffusa richiamare situazioni in cui la violenza è la protagonista principale. Ma non mancano gli anticorpi che vanno tuttavia sostenuti e potenziati.
«Gravissimo e inaccettabile» hanno scritto in un comunicato le donne della maggioranza di Europa Verde, CON Manfredonia, Progetto Popolare, Molo 21, Partito Democratico. «Condanniamo con fermezza assoluta – stigmatizzano – quanto accaduto. Non esistono giustificazioni, né attenuanti. Nessuna donna, e nessuna persona impegnata nella vita pubblica, deve essere esposta a minacce di questo livello per le proprie idee. Chi usa l’intimidazione e la violenza verbale per zittire l’avversario politico si pone fuori da ogni principio democratico».
Anche dalla opposizione (Fabio Di Bari, Vincenzo Di Staso, Ugo Galli, Liliana Rinaldi) è arrivata «ferma condanna in relazione alle espressioni ingiuriose» che però prospettano una situazione di dubbio. «Sarebbero state rivolte – scrivono – all’assessora Maria Teresa Valente, in occasione dello svolgimento della seduta dell’assise comunale». Riferiscono come «uno degli uomini delle forze dell’ordine, espressione della polizia scientifica, ha realizzato video, tra il pubblico partecipante, proprio per accertare l’eventuale commissione dei fatti. Pertanto – auspicano – sarà agevole individuare l’autore di questo comportamento».
Michele Apollonio

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