Il Primo Maggio di Speranza

Anche questo Primo maggio, come accade da tanti anni ormai, Manfredonia non ha fatto onore alla Festa dei Lavoratori. Non certo per una avversione

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Anche questo Primo maggio, come accade da tanti anni ormai, Manfredonia non ha fatto onore alla Festa dei Lavoratori. Non certo per una avversione a tale appuntamento di grande valore sociale, bensì per la semplice ragione che la categoria dei Lavoratori che lavorano si è molto assottigliata. Sono venuti meno quelli della grande industria, Contratto d’area compreso, ma anche della pesca e a cascata le varie attività indotte. Si sono persi migliaia di concittadini costretti a lasciare Manfredonia per cercare altrove il lavoro per la sussistenza propria e delle rispettive famiglie. Fra i segnali della loro assenza anche quello della Festa del Primo Maggio.
In compenso c’è stato l’ormai consueto corteo di gente che si immerge nella Manfredonia bella e accogliente, col suo sole, i panorami, le primizie gastronomiche. A questa schiera di estimatori della città distesa sulle rive del golfo adriatico, mancano tanti, migliaia di concittadini “esuli” in terre lontane in cerca di fortuna.
Una emorragia che pare non si arresta. Manfredonia pur avendo risorse importanti in grado di supportare attività economiche di base variegate, è rimasta ferma, ingarbugliata negli ingranaggi di politiche niente affatto pensose della situazione che si stava incancrenendo. Sono note le vicende mortificanti che la città ha dovuto subire. Una città, un territorio rimasto colpevolmente fuori dalle evoluzioni che le attività lavorative andavano decisamente conquistando.
Una progressione costante e rigorosa. Una escalation naturale dalla quale Manfredonia è rimasta fuori, soggiogata da sterili elaborazioni di una realtà che andava trasformandosi e sulla quale poteva agganciarsi. Le uniche chances rimaste sono quelle che madre natura le ha donato, vale a dire le copiose dotazioni paesaggistiche e ambientali, declinate come turismo. Una sontuosa opportunità che tuttavia stenta ad affermarsi per quella concezione ristretta del prossimo che sostanzialmente vanifica ogni opportunità favorevole. Realtà viciniori docent.
Ma qualcosa si sta muovendo. L’amministrazione comunale La Marca, rompendo gli indugi e soprattutto vecchie stantie improduttive concezioni, ha messo mano ad un programma di incontri finalizzati a favorire il contatto tra imprese e aspiranti lavoratori. Un Job day, una giornata di lavoro per mettere difronte domanda e offerta. I settori che cercano lavoratori e lavoratori in cerca di occupazione. Un approccio diretto, senza intermediari. Un esperimento brillantemente riuscito giunto alla seconda edizione. Con il Comune di Manfredonia hanno partecipato all’evento sperimentale, il Centro per l’impiego di Manfredonia, ARPAL Puglia, l’Agenzia regionale per le politiche attive della Regione Puglia e la collaborazione di Camera di Commercio, Confindustria, Confcommercio, Confartigianato di Foggia.
«Il lavoro è una delle fondamentali priorità per questa amministrazione impegnata a ricostruire in tessuto economico lacerato e creare risposte concrete alla comunità» sintetizza Matteo Gentile, assessore allo sviluppo economico che ha coordinamento la complessa operazione.
Tra le figure richieste quelle di cuochi, camerieri, baristi, receptionist, bagnini mare, bagnini piscina, responsabili fitness & social dance, istruttori tennis, istruttori nuoto, animatori mini club, animatori sport e tornei, addetti all’accoglienza, operatori fast food, banconisti, ma anche addetti alle pubbliche relazioni, sviluppatori software, agenti immobiliari, social media manager, video maker, consulenti commerciali, meccatronici, operatori di produzione, intonacatori, geometri di cantiere, operai di produzione metallica, infermieri, OSS, consulenti del risparmio. Le sedi di lavoro sono tra Manfredonia, San Giovanni Rotondo, Foggia, Lucera, Stornara, Vieste, Monte Sant’Angelo, Lesina ma anche Lombardia. Complessivamente 60 i profili professionali richiesti per 130 opportunità certe. I colloqui si sono tenuti presso la Biblioteca comunale.
Insomma è stato attivato quel meccanismo universale che promette di guardare con fiducia al futuro. «Il lavoro è dignità, libertà e cittadinanza piena» ha sancito il sindaco La Marca che ha ricordato «la mozione approvata nell’ultimo consiglio comunale, che prevede di garantire, nei contratti pubblici e nelle future gare, la soglia minima di 9 euro l’ora, il livello minimo essenziale per contrastare il lavoro povero e promuovere condizioni più eque anche rispetto alle differenze di genere».
Michele Apollonio

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