Mattinata.Minacce e vessazioni al vicino disabile

Avrebbe perseguitato per mesi il vicino di casa, arrivando a minacciarlo e insultarlo anche per la sua disabilità. Per questo un uomo di 63 anni,

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Avrebbe perseguitato per mesi il vicino di casa, arrivando a minacciarlo e insultarlo anche per la sua disabilità. Per questo un uomo di 63 anni, incensurato, è stato raggiunto da un provvedimento di divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico. I fatti sono avvenuti a Mattinata, nel Foggiano. Minacce, insulti e rifiuti sul balcone Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza del gip del Tribunale di Foggia, Mario De Simone, gli episodi sarebbero iniziati già a dicembre 2025 e si sarebbero ripetuti con cadenza quotidiana. Il 63enne avrebbe preso di mira il vicino, di un anno più giovane, apostrofandolo con epiteti offensivi legati alla sua condizione e sottoponendolo a continue vessazioni. Tra queste, il lancio di rifiuti sul balcone dell’abitazione della vittima: mozziconi di sigaretta, sabbia, calcinacci, verdure, escrementi e tappi di bottiglia. Le minacce nel garage e la sedia a rotelle Non solo. L’indagato avrebbe più volte minacciato il vicino anche nel garage condominiale, dove è custodita la sedia a rotelle utilizzata dalla vittima. In alcune occasioni gli avrebbe impedito di utilizzarla, aggravando ulteriormente la situazione. Le intimidazioni sarebbero state particolarmente pesanti: minacce di aggressione con una mazza, di decapitazione e persino di far esplodere l’auto della vittima. Episodi avvenuti anche alla presenza del figlio, a sua volta destinatario di frasi minacciose. Stato d’ansia e ricorso alle cure mediche Le condotte contestate avrebbero provocato nel 62enne un grave stato di ansia e paura per la propria incolumità e quella dei familiari. L’uomo si è rivolto più volte al pronto soccorso e ha deciso di installare una telecamera di videosorveglianza sul balcone, riuscendo a documentare sia gli atti persecutori che le minacce audio. Il materiale raccolto è stato allegato alle numerose querele presentate nel corso di tre mesi. Il provvedimento del giudice Alla luce degli elementi raccolti, il giudice ha disposto per il 63enne il divieto di avvicinamento alla vittima, con l’applicazione del braccialetto elettronico. “Ci auguriamo che l’ordinanza ponga fine a una condizione di grande sofferenza per il mio assistito e la sua famiglia”, ha commentato il legale della vittima, Pierpaolo Fischetti.

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