Diritto e Rovescio

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In merito alla recente polemica sulla installazione nei pressi della villa comunale di una stelemonumento da donare alla Città, il Rotary Club di Manfredonia desidera condividere con i lettori alcune riflessioni allo scopo di chiarire lo spirito e la finalità di questa iniziativa.
Di seguito il testo rilasciato dal Consiglio Direttivo del Rotary Club di Manfredonia.
L’ARTE NON E’ UN’EREDITA’ PASSIVA ED IMMUTABILE
L’opposizione manifestata da alcuni concittadini nei confronti dell’idea-progetto di un monumento raffigurante un’antica stele daunia, rivisitata in chiave stilistica e materica, si basa sull’assunto che la stessa non possa essere “profanata” da mano estranea alla propria visione dell’arte e debba restare eternamente uguale a se stessa per essere solo ammirata e custodita sacralmente sotto teca, privando chiunque della possibilità (o del diritto) di reinterpretarla o rappresentarla in forme diverse dal reperto archeologico originale.
E’ principio non negoziabile che la libertà di espressione e la possibilità di rileggere le icone del passato sono diritti fondamentali che arricchiscono il panorama culturale, pe cui non comprendiamo le gratuite e, a tratti, offensive dichiarazioni di una illustre studiosa delle stele daunie, riportate in un recente articolo della stampa locale.
E’ altresì patrimonio conoscitivo comune che l’arte in tutte le sue infinite forme espressive è per definizione un fenomeno in continuo divenire, che non è mai uguale a se stesso. E’ un organismo vivo, dinamico e mutevole, capace di generare sempre nuovi linguaggi consoni all’epoca storica in cui si vive, e che pur se non in linea con il gusto del momento, mantiene sempre e comunque una propria dignità ed un proprio racconto personale, a prescindere dagli occhi e dal giudizio soggettivo di chi li osserva.
E’ bene sottolineare che la storia dell’arte è costellata di episodi più o meno noti in cui l’innovazione e lo stravolgimento degli schemi del passato sono stati accolti dalla cultura ufficiale con scetticismo e denigrazione, come nel caso famoso della “Torre Eiffel” a Parigi, del “Vittoriano” a Roma e di altri celebri opere monumentali nazionali ed internazionali. La stessa storia recente della nostra città ci ricorda con quanto livore ed aggressiva superficialità gli “esperti” del momento accolsero la realizzazione della nuova “basilica metallica” dello scultore-scenografo Tresoldi, al quale, come nel caso in questione, furono indirizzati epiteti da strada. Questo spiacevole episodio rappresentò per la nostra città, e non solo, un eclatante punto di rottura tra innovazione moderna e conservatorismo passivo dell’arte antica, ed evidenziò in modo chiaro ed inequivocabile quanto fosse poco lucida e avventata la capacità di giudizio dei rappresentanti, veri o presunti, della cultura ufficiale.
Nel nostro caso, la rivisitazione formale e materica di una antica stele daunia, così come pensata nel progetto della stele-monumento, è da leggere in realtà solo come un tentativo libero e spontaneo di raccontare questo antico reperto con gli occhi di oggi e con una veste più vicina al linguaggio del nostro tempo, al solo scopo di incuriosire l’osservatore distratto e frettoloso e indurlo ad approfondire la conoscenza della sua storia millenaria presso la sede del Museo Nazionale del nostro castello.
A nostro parere, questo non significa offendere la sua bellezza formale o il suo valore storico e simbolico, bensì riaffermare il principio che chiunque ha il diritto di esprimersi liberamente e di reinterpretare a proprio modo, e con materiali e stili più vicini al proprio sentire, qualsiasi opera o icona del passato; se così non fosse, non si spiegherebbe l’utilizzo nell’arte pittorica e scultorea moderna di materiali tra i più vari ed imprevedibili; un esempio eclatante è rappresentato dalla “banana di Cattelan”, che costituisce forse l’apice della estrosità e dell’eccentricità nel campo dell’arte moderna.
La libera reinterpretazione stilistica di una antica stele daunia proposta dal Rotary club di Manfredonia per farne dono disinteressato alla nostra Città, non toglie ad essa l’anima e non la riduce a semplice oggetto di un lucroso commercio. In realtà, è proprio la sua riproduzione continua e passiva per fini commerciali che di fatto la degrada, la svilisce e la trasforma in banale oggetto di consumo, in chincaglieria di scarsa qualità che passa di mano in mano senza raccontare niente e a nessuno della sua storia millenaria.
Ciò detto, riteniamo che un’opera che divide è un’opera che vive, e proprio l’intervento scomposto di chi si oppone alla sua installazione in un luogo pubblico preventivamente concordato con l’Amministrazione Comunale, testimonia quanto essa sia già stata in grado di accendere il dibattitto e la polemica sulla sua realizzazione e collocazione. Al riguardo, non è purtroppo raro constatare che l’azione di tutela, o presunta tale, di un’idea o di un principio da parte di associazioni o privati cittadini che vivono e operano nel sociale, lungi dal risolvere il problema, finisce per creare ostacoli insormontabili ad ogni pur legittima iniziativa benefica, determinando di fatto condizioni di immobilismo che si ritorcono talvolta contro gli interessi generali della collettività.
L’inutile e fine a sé stessa polemica sollevata sulla vicenda in questione non rende, perciò, un buon servizio al nostro territorio e non fa che mortificare e ridurre a sterile oggetto di polemica il racconto storico del manufatto che qualcuno vorrebbe difendere da presunte “carnevalate”.
In conclusione, se coloro che oggi si sono attribuiti il ruolo di interpreti del bello e dell’arte e di unici depositari della cultura artistica avessero una solida coscienza civile, saprebbero che in ogni ambito sociale, in ogni consesso umano, il nuovo e il diverso non si combattono con l’invettiva e con l’astio rancoroso ed offensivo, ma solo e sempre con il dialogo ed il civile confronto dialettico.
Per quanto riguarda il destino della stele-monumento, il Rotary club di Manfredonia continuerà a portare avanti il proficuo dialogo avviato con la Pubblica Amministrazione alcuni mesi addietro, allo scopo di trovare una soluzione condivisa che consenta di raggiungere l’obiettivo prefissato nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia e del sentire civile della collettività, sperando al contempo che questa incresciosa “querelle” trovi al più presto una pacifica e composta soluzione.
Il Consiglio Direttivo
Rotary Club di Manfredonia

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