Antonio Decaro gioca il jolly: con una procedura inusuale e irrituale per il Csm, ha chiesto una audizione alla terza Commissione per illustrare i

Antonio Decaro gioca il jolly: con una procedura inusuale e irrituale per il Csm, ha chiesto una audizione alla terza Commissione per illustrare i contenuti della consulenza che vuole affidare al predecessore Michele Emiliano alla Regione Puglia. La mossa, che non è prevista in alcuna procedura, ha portato ieri il governatore a Roma: dopo aver partecipato ad un consiglio dei ministri a Palazzo Chigi per una questione legata alle rinnovabili, si è presentato a Palazzo dei Marescialli davanti alla commissione presieduta da Marcello Basilico.La sintesi della missione di Decaro è stata tutta nell’illustrare la proposta di «un contratto privatistico», una sorta di «co.co.co.» per affidare al magistrato – con la formula dell’«aspettativa» – la gestione dei dossier legati alla decarbonizzazione dell’Ilva e del futuro dell’acciaieria ionica. Il presidente pugliese ha spiegato a lungo la complessità della vicenda dello stabilimento di Taranto. Accompagnato da Rossana Lanza, capo dell’avvocatura regionale, Decaro ha preannunciato che oggi invierà la bozza del contratto per una valutazione da parte dei commissari. Su questa tempistica c’è stata qualche rimostranza da parte dei presenti («perché non è stato consegnato, se era già stato compilato?»). Nel corso dell’intervento, Decaro ha annunciato che Emiliano avrà un ufficio in presidenza accanto al suo, e di fatto potrebbe essere delegato a seguire la vicenda della crisi industriale («una vera emergenza») anche in sua vece, partecipando ai tavoli con il ministero del Made in Italy o a Palazzo Chigi. Il contratto predisposto è della durata di un anno, ma è stato specificato che è «rinnovabile», con la Regione che si accollerebbe oltre la retribuzione anche gli oneri previdenziali. Oggi, quindi, arriverà una nuova lettera dalla Regione Puglia al Csm (dovrebbe essere la quarta, ma potremmo aver perso il conto) per cristallizzare la nuova proposta di collaborazione. Chi ha seguito questo dossier racconta di un clima disteso nella commissione, e del formalismo e della delicatezza istituzionale con cui Decaro ha presentato la nuova posizione. Sullo sfondo restano però le riserve espresse anche dai commissari (magistrati) più schierati ideologicamente, nel momento in cui hanno votato contro le precedenti proposte giunte dalla Puglia. L’audizione di ieri potrà o meno aver aggiunto dettagli alla pratica-Emiliano, ma resta l’unicità della procedura (quattro domande mai respinte in modo definitivo), il timing (le lettere viaggiano tra Bari e Roma dal 15 gennaio) e il possibile precedente che costituirebbe un voto del plenum. La proposta di co.co.co. avanzata da Decaro, secondo alcune interpretazioni, potrebbe aprire la strada ad una serie di richieste di aspettative avanzate dai magistrati per andare a lavorare anche, per paradosso, con un contratto privatistico in enti o aziende, mentre gli organici dei tribunali spesso vengono descritti come ridotti all’osso. In più l’audizione di Decaro è un unicum: non si ricorda a memoria che un ministro, dopo aver formulato la richiesta di avere un magistrato come capo di gabinetto, si sia presentato davanti al Csm.Che succede adesso? Stamattina il contratto di Decaro sarà sul tavolo della commissione a Palazzo dei Marescialli, e potrebbe arrivare anche l’indicazione della sede preferita per il rientro in magistratura da parte di Emiliano (Benevento sembra la prescelta). Subito dopo dovrà essere convocata una nuova riunione per analizzarlo. Alla fine ci sarà una pronuncia, una delibera da presentare al plenum e il voto finale.

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