LA GUERRA FRENA L’ARRIVO DEGLI STRANIERI E LA PUGLIA DEL TURISMO ORA TREMA. «PER ORA NON CI SONO PRENOTAZIONI DALL’ESTERO»

Secondo Federalberghi Puglia non ci sono prenotazioni di stranieri al momento e il tasso di occupazione delle camere è del 60%.Il Gargano e la Val

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Secondo Federalberghi Puglia non ci sono prenotazioni di stranieri al momento e il tasso di occupazione delle camere è del 60%.Il Gargano e la Valle d’Itria, Bari e Lecce, le spiagge dell’Adriatico e dello Jonio aspettano i turisti. Sono tutti pronti ad accoglierli già nei prossimi due fine settimana – tra il 25 Aprile e il Primo maggio – e con lo sguardo che si allunga ad inizio estate. Ma la Puglia del turismo trema.Quest’anno c’è la variabile «guerra con l’Iran» che impone cautela e prospettive in chiaroscuro.«Siamo in una situazione di attesa – dice Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi Puglia e vice presidente nazionale – ed è azzardato fare previsioni con quanto sta succedendo. La componente straniera di vacanzieri che negli ultimi due-tre anni ha fatto la differenza per adesso manca. Non ci sono prenotazioni nonostante ci sia una compagnia aerea americana che ha voli diretti su Bari».La categoria degli albergatori nutre delle aspettative, Caizzi ha il polso della situazione, ma evita di anticipare proiezioni che potrebbero essere modificate dalla realtà. Secondo i dati presentati a febbraio alla Bit di Milano, maggio e giugno sarebbero stati in aumento del 5,2 per cento, ma le rilevazioni smentiscono il dato.

«Non abbiamo prenotazioni straniere per ora – conferma il presidente di Federalberghi – e abbiamo un tasso di occupazione attorno al 60 per cento. Si potrebbe dire che rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso quando registrammo un + 8 per cento, quest’anno il trend non è positivo. Ma, ripeto, tutto potrebbe cambiare. Se domani viene firmata la pace, la situazione cambia completamente e le prenotazioni e i viaggi riprendono subito. Per ora abbiamo solo italiani e qualche europeo».Ad Alberobello, nel cuore della Valle d’Itria, la bassa stagione – trimestre da gennaio a marzo – ha avuto una crescita del 2 per cento.«In vista dei ponti del 25 Aprile e del Primo maggio, ci prepariamo ad accogliere un flusso turistico in linea con le aspettative degli ultimi anni – anticipa il sindaco Francesco De Carlo – con segnali incoraggianti anche in prospettiva della stagione estiva. Secondo i dati della piattaforma PayTourist, il 2026 sta confermando il trend già registrato nel 2025, con una leggera crescita sia in termini di presenze sia di prenotazioni. In un momento storico così delicato, il mio primo auspicio è che si possa tornare presto alla pace tra i Popoli e le Nazioni. Nei due prossimi fine settimana i turisti potranno visitare il Museo del territorio e Casa Alberobello. Le prospettive per l’estate si confermano positive, con una domanda stabile. Un andamento che evidenzia la tenuta complessiva dell’indotto turistico locale e l’efficacia delle politiche culturali e di valorizzazione del territorio che mettiamo in campo».Manifesta ottimismo Antonio Capacchione, presidente nazionale del sindacato italiano balneari e imprenditore del settore a Margherita di Savoia. «Quest’anno è un grande punto interrogativo per le presenze straniere, soprattutto americane – dice – mentre le prenotazioni degli europei cominciano ad arrivare. Pasqua non è andata molto bene perché era agli inizi di aprile, poi gli stabilimenti non erano tutti aperti, ma i prossimi ponti promettono bene. La Puglia cresce sui mercati internazionali e malgrado quanto sta succedendo le prospettive non dovrebbero essere negative. Magari avremo sicuramente più italiani e meno stranieri».

Sullo Jonio le prenotazioni ci sono, in calo numericamente rispetto all’anno scorso, ma per permanenze più lunghe. «Difficili fare previsioni a più lungo periodo – ammette Marcello De Paola, presidente di Federalberghi Taranto – perché la guerra in atto e l’aumento del costo dei carburanti rappresentano un freno, i turisti che viaggiano in auto per spostarsi spendono di più e anche chi viaggia in aereo. Siamo al buio per pronosticare una tendenza sia di presenze italiane sia straniere che, in ogni caso, rappresentano il 15 per cento del totale».

corrieredelmezzogiorno

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