Nel leggere una vecchia pergamena del 1803, ho trovato una notizia affascinante che ci riporta indietro nel tempo, tra le onde del Golfo di Manfre

Nel leggere una vecchia pergamena del 1803, ho trovato una notizia affascinante che ci riporta indietro nel tempo, tra le onde del Golfo di Manfredonia e i polverosi uffici della Regia Camera della Sommaria. Si tratta di una cronaca di resistenza e libertà, dove un intero ceto di lavoratori decide di sfidare privilegi secolari per riprendersi il proprio futuro.
L’Ombra del Passato
Il documento rivela come, all’alba dell’Ottocento, i pescatori di Manfredonia fossero ancora prigionieri di un’ombra medievale: un “diritto proibitivo” sulla pesca esercitato dalle famiglie Tontoli e Mettola. Questa pretesa non era solo un retaggio burocratico, ma un’oppressione quotidiana che impediva il libero esercizio della professione, basata su una concessione addirittura del 1404 fatta a un certo Luigi Capuano.
La Crepa nel privilegio
La svolta descritta nella pergamena arriva con la morte del Marchese Andrea Tontoli. Con la sua scomparsa, due terzi del diritto di pesca tornarono nelle mani del Regio Fisco, aprendo uno spiraglio inaspettato. I pescatori, stanchi di “vessazioni e danni”, colsero l’attimo per chiedere al Re Ferdinando IV che quel tratto di mare tornasse finalmente libero, come già accadeva nelle vicine province di Bari e Capitanata.
Il Prezzo della libertà
Dalle righe ingiallite emerge una proposta economica coraggiosa: la comunità di Manfredonia si offriva di riscattare l’ultimo terzo del diritto, ancora in mano alla famiglia Mettola, per la somma di 600 ducati. Per suggellare l’accordo e liberare definitivamente il litorale dal vallone di Varcaro fino al ponte della Galera, i pescatori si impegnavano a versare allo Stato un canone annuo di 100 ducati.
L’Ultimatum legale
L’atto si chiude con un tono perentorio. La Regia Camera, in data 17 novembre 1803, intimava a Francesco Mettola di presentarsi entro 15 giorni per rispondere a questa offerta, pena il proseguimento della causa “in contumacia”. Il sigillo del notaio Francesco Antonio Castigliego di Manfredonia, apposto alla fine del documento, trasforma questa vecchia carta in un certificato di nascita per una nuova era di libertà marittima.
Questo documento non è solo polvere e burocrazia. È il respiro di una classe sociale (quella dei pescatori) che smette di essere “suddita” di una famiglia per diventare protagonista della propria economia. È il momento in cui il diritto medievale si arrende alla necessità di un popolo
Manfredonia Ricordi


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