UN MONUMENTO ALLE STELE DAUNIE

Le stele daunie sono cimeli unici, rappresentano una testimonianza della civiltà daunia fiorita tra l’VIII e il VI secolo avanti Cristo. Furono scop

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Le stele daunie sono cimeli unici, rappresentano una testimonianza della civiltà daunia fiorita tra l’VIII e il VI secolo avanti Cristo. Furono scoperte dall’archeologo pisano Silvio Ferri negli anni sessanta del secolo scorso. Reperti “incredibilmente importanti” li definì e si batté per la loro sistemazione in un museo dedicato che vide la luce solo negli Anni 80 dopo una sequela di vicende che ne misero in pericolo l’esistenza.
Le stele daunie sono segnacoli tombali istoriati con riferimenti all’uomo o alla donna che rappresentano. Sono di varia grandezza e la loro specificità è quella della unicità della loro testimonianza di una cultura irraggiatasi nella Daunia che coinvolge aspetti storici e dell’arte.
Ne furono recuperate circa 2.000 che hanno trovato rifugio e sistemazione nel Castello svevo-angioino-aragonese, donato, fautore Cristanziano Serricchio a quel tempo assessore alla cultura, dal Comune di Manfredonia allo Stato per destinarlo a Museo archeologico. La loro divulgazione riscosse grande interesse nel mondo culturale e scientifico. Nel marzo del 2011 furono esposte alla Camera dei deputati di Roma in una sontuosa mostra che proiettò le stele daunie in una dimensione nazionale e “liberò” sostanziali risorse per interventi nell’area archeologica di Manfredonia. Oggi sono candidate al patrimonio culturale dell’UNESCO.
Nonostante tanto clamore e giustificato interesse culturale e turistico, in città non si è mai pensato di evidenziare quello scrigno di tesori storici, con un segno che ne indicasse per l’appunto l’esistenza. Una lacuna finalmente colmata. «Un nuovo simbolo identitario di Manfredonia si prepara ad arricchire il patrimonio artistico-urbano della città» ha con giustificata soddisfazione annunciato il presidente del Rotary Club, Raffaele Fatone. «Nel corso del prossimo mese di maggio – ha partecipato – il Rotary Club Manfredonia donerà al Comune un monumento raffigurante una antica stele daunia che sarà collocata, in accordo con l’Amministrazione Cittadina che ne ha caldeggiato fortemente l’attuazione, realizzata interamente con il contributo economico di soci ed amici del Club».
Un recupero di significativo valore storico e urbanistico che si inserisce in un percorso ideale di continuità tra passato e presente che arricchisce lo spazio urbano di un monumento-simbolo della memoria storica della Daunia, e rafforza nella collettività cittadina la conoscenza e la consapevolezza delle proprie origini e l’esistenza di un Muso nazionale archeologico di speciale valore.
L’opera ideata e progettata dall’ingegnere Bruno Rinaldi, socio del Rotary Clubn Manfredonia, «sarà collocata – spiega – nella piazzetta dirimpetto al Castello-Museo, su un basamento a sezione trapezoidale, interamente rivestito con lastre di pietra calcarea liscia, e sarà costituita da un parallelepipedo scatolare in lastre di acciaio “corten” delle dimensioni di circa cm 2.00 x 60 x 12 di spessore. Sulla faccia principale è riprodotta l’immagine (incisa al laser da una ditta artigianale locale) di un antico guerriero daunio, liberamente rivisitata in chiave figurativa e materica dal progettista, con lo scopo di realizzare un manufatto con caratteristiche costruttive moderne in grado di richiamare alla mente lo stilema tipico degli antichi manufatti».
C’è pertanto una giustificata e gioiosa attesa per vedere realizzata un’opera speciale: manca solo la necessaria delibera dell’Amministrazione comunale per vedere realizzato un monumento che va oltre l’aspetto celebrativo: esso si configura, di fatto, come il primo e unico segno tangibile nello spazio urbano che richiama esplicitamente l’esistenza del museo e delle sue collezioni.
Michele Apollonio

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