Esistono presenze, tra le mura domestiche, che non pagano l'affitto ma che da secoli abitano la fantasia popolare. Se oggi attribuiamo ogni scricc

Esistono presenze, tra le mura domestiche, che non pagano l’affitto ma che da secoli abitano la fantasia popolare. Se oggi attribuiamo ogni scricchiolio alla dilatazione termica, un tempo la colpa (o il merito) era di figure sospese tra il sacro e il profano. In Puglia, e in particolare nell’area di Manfredonia, queste figure hanno nomi precisi: lo Scazzamurille e la Sandajórje.
U Scazzamurille descritto come un “piccolo bambino” o un uomo in miniatura, lo scazzamurille è l’essenza stessa della vivacità. È un folletto bizzarro e capriccioso, un essere che non conosce la quiete e che ama il caos moderato.
Non si presenta mai senza il suo cuppeline rósse (il berrettino rosso).
È un burlone. Nasconde le posate, chiama le persone per nome per poi svanire, o suona il campanello lasciando la padrona di casa davanti a un uscio deserto.
Il suo cappellino non è un semplice accessorio, ma un vero e proprio talismano. Chi riesce a rubarglielo ottiene un potere immenso su di lui, potendo scambiare il berretto con favori preziosi o, come vuole la tradizione, con i numeri vincenti del Lotto.
❞a Sabdajore” l’Anima della casa.
Mentre lo scazzamurille è il caos, la Sandajórje (letteralmente “il buon augurio”) rappresenta spesso la funzione protettiva. Sebbene per molti le due figure coincidano, per altri la Sandajórje è un’entità a sé: una bella donna o un uomo che veglia sull’abitazione.
È lo spirito che “fa compagnia” a chi vive da solo e che, con un tocco di ingegno, difende la proprietà. Emblematico è il racconto della voce che risponde “mò mò” (arrivo subito) dall’interno di una casa vuota per scoraggiare i ladri. È lo spirito che decide se farti restare in una casa con carezze o cacciarti via con continui spaventi.
La “Pressione” del sonno , Tra Mito e Scienza
Uno degli aspetti più oscuri dello scazzamurille riguarda il suo lato “cattivo”. Si dice che ami posarsi pesantemente sul petto di chi dorme, provocando un’angosciante sensazione di soffocamento e paralisi.
“Mi svegliò dal sonno e fui presa da un indicibile spavento… gli tolsi il berrettino e piangeva perché lo voleva indietro.”
Oggi la medicina identifica questo fenomeno come paralisi del sonno, ma per i nostri nonni era la manifestazione fisica di uno spirito che esigeva attenzione o che puniva una vita poco equilibrata (o, più pragmaticamente, una cena troppo abbondante!).
Un’Eredità Antica
Queste credenze non sono semplici “favole per bambini”, ma discendenti diretti dei Lari e dei Penati dell’antica Roma. Gli spiriti tutelari sono il modo in cui l’essere umano ha sempre cercato di dare un volto all’imprevedibile, trasformando un rumore sospetto in un vicino di casa invisibile ma, tutto sommato, servizievole.
Lo scazzamurille, in fondo, non ha mai fatto male a nessuno. È lo specchio di un’epoca in cui la casa non era solo un insieme di mattoni, ma un organismo vivo, capace di fare dispetti o di regalare la fortuna a chi sapeva essere abbastanza rapido da afferrarne il cappellino.
Estratto dai racconti di Matteo Rinaldi Medicina e Tradizioni Popolari di Manfredonia Nuovo Centro di Documentazione Storica Manfredonia
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