Un convoglio di aiuti umanitari organizzato dal nunzio apostolico in Libano, il manfredoniano monsignor Paolo Borgia, è stato costretto a fare mar

Un convoglio di aiuti umanitari organizzato dal nunzio apostolico in Libano, il manfredoniano monsignor Paolo Borgia, è stato costretto a fare marcia indietro dopo essere stato colpito da spari mentre attraversava il sud del paese. È accaduto nella giornata di ieri, 7 aprile.La missione, coordinata dal Vaticano e destinata ai villaggi cristiani della regione, si sarebbe trovata intrappolata in un fuoco incrociato tra le forze israeliane e Hezbollah. I veicoli del convoglio hanno riportato danni significativi durante il conflitto a fuoco, compromettendo la prosecuzione della missione verso Debel, il villaggio nel sud del Libano che era la destinazione finale dell’iniziativa umanitaria.L’episodio evidenzia le crescenti difficoltà nel garantire corridoi umanitari sicuri nel paese mediorientale, dove l’escalation del conflitto mette a rischio anche le operazioni di soccorso coordinate da organismi internazionali e religiosi. La missione organizzata dal Vaticano non ha potuto raggiungere i villaggi cristiani del sud, rimasti così privi degli aiuti previsti.Esprimo la nostra e mia preoccupazione per quanto sta accadendo in Medio Oriente. In Libano la missione vaticana, guidata dal nostro concittadino Nunzio Apostolico arcivescovo Monsignor Paolo Borgia, minacciata, è stata costretta a tornare indietro”, ha commentato il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca.”Come è stato comunicato, era una missione programmata e condivisa da tempo. Aveva l’obiettivo di portare aiuti ai civili per i villaggi del sud nei giorni della Pasqua, e consegnare ai fedeli cristiani e alla popolazione un messaggio di Papa Leone: “Si continua a violare le norme basilari del diritto internazionale, mentre il mondo si riarma fino ai denti e in Italia si pensa anche di mettere a disposizione le basi militari in nome di un patto”, denuncia La Marca, che poi conclude: “Si annuncia la pace, mentre si sponsorizza la guerra, l’odio tra i popoli. Le armi servono per innalzare titoli quotati in borsa, mentre il loro rumore semina morte e distruzione”.


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