Sarà una Pasqua all’insegna della tradizione e della sobrietà quella che si preparano a vivere i pugliesi. Secondo l’indagine di Coldire

Sarà una Pasqua all’insegna della tradizione e della sobrietà quella che si preparano a vivere i pugliesi. Secondo l’indagine di Coldiretti Puglia, sette persone su dieci trascorreranno il pranzo pasquale tra le mura domestiche, con una spesa media di circa 92 euro a famiglia e sei commensali seduti a tavola.Un dato che conferma il forte legame con la dimensione familiare, pur con una maggiore attenzione ai costi rispetto allo scorso anno.
La convivialità domestica continua a prevalere, anche se una parte dei pugliesi sceglierà ristoranti e agriturismi, mentre altri – condizioni meteo permettendo – opteranno per un picnic all’aria aperta. Non manca una quota di indecisi che deciderà all’ultimo momento.La preparazione del pranzo resta un momento centrale: mediamente si trascorrono circa due ore ai fornelli, anche se c’è chi riesce a cavarsela in un’ora e chi, invece, dedica fino a cinque o addirittura otto ore alla cucina, trasformando il pasto in un vero rito.
Tradizione protagonista a tavola
A dominare le tavole sono i piatti della tradizione. Le uova restano simbolo della settimana pasquale, mentre l’agnello si conferma protagonista in quasi la metà delle tavole pugliesi, tra case, ristoranti e agriturismi.Un alimento che, oltre al valore simbolico, rappresenta anche un sostegno concreto ai pastori, messi in difficoltà dall’aumento dei costi e dalla siccità.
I sapori identitari del territorio
Il viaggio gastronomico attraversa tutta la regione, con piatti tipici che raccontano le diverse identità locali. Dal cutturiddu delle Murge, preparato con agnello ed erbe spontanee, al benedetto con capocollo di Martina Franca, agrumi, ricotta, asparagi, taralli e uova sode.Non manca l’incrapiata, con fave e cicorie arricchite da pane casereccio abbrustolito, spesso accompagnata da cipolle rosse o peperoni verdi fritti.
Carne e mare, una tavola completa
Accanto alla carne, resta forte anche la tradizione marinara. Sulle tavole pugliesi trovano spazio baccalà fritto, primi piatti con asparagi e gamberetti e le immancabili fritture di paranza, seppie e gamberi.Una varietà che restituisce tutta la ricchezza della cucina regionale.
Meno spese, più autenticità
Il risultato è una Pasqua più contenuta nei costi ma non nei significati. “Si spende meno, si spreca meno e si riscopre il valore dello stare insieme”, sottolinea Coldiretti Puglia.Un ritorno all’essenziale che mette al centro la famiglia, la tradizione e il piacere della condivisione.


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