Il caro carburante rischia di fermare la marineria di Manfredonia. I pescherecci potrebbero presto restare ormeggiati, schiacciati da costi ormai

Il caro carburante rischia di fermare la marineria di Manfredonia. I pescherecci potrebbero presto restare ormeggiati, schiacciati da costi ormai insostenibili che mettono in difficoltà non solo gli operatori del settore, ma l’intero indotto.Per fare il pieno a un motopeschereccio oggi servono quasi 1500 euro. Un aumento vertiginoso legato anche alle tensioni internazionali, con il prezzo del gasolio passato in poco tempo da circa 0,70 a oltre 1,20 euro al litro.
Costi insostenibili e ricadute sui consumatori
Una situazione che si riflette inevitabilmente anche sui cittadini. “I prezzi alti del carburante ci stanno penalizzando, ma penalizzano anche l’utente finale, costretto ad acquistare il pesce a prezzi notevolmente più alti”, denunciano i pescatori.Il rischio concreto è quello di una filiera sempre più fragile, con minori uscite in mare e una conseguente riduzione dell’offerta.
L’allarme sicurezza nel porto
A preoccupare non è solo il caro gasolio. I pescatori segnalano anche criticità legate alla sicurezza del porto, soprattutto in condizioni meteo avverse.“Il cancello al Molo di Ponente deve restare aperto. Il porto di Manfredonia non è sicuro. A causa del cattivo tempo in questi giorni stavamo perdendo qualche barca”, spiegano, lanciando un appello alla capitaneria di porto e all’autorità portuale.
La richiesta è chiara: maggiore attenzione e interventi concreti per garantire la sicurezza delle imbarcazioni.
L’appello alle istituzioni
A farsi portavoce delle difficoltà del comparto è anche Uila Pesca, che denuncia la distanza delle istituzioni rispetto a un settore strategico per l’economia locale.Nonostante la crisi, la pesca continua a rappresentare una risorsa fondamentale per Manfredonia. Ma senza interventi immediati, il rischio è quello di un progressivo ridimensionamento dell’attività, con conseguenze pesanti per lavoratori e territorio.


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