Agricoltura alle corde in Puglia, Confcooperative: “Danni fino a un miliardo, serve lo stato di calamità”

Un disastro senza precedenti che attraversa tutta la Puglia, dalla Capitanata al Salento. È l’allarme lanciato da Confcooperative Puglia, che parl

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Un disastro senza precedenti che attraversa tutta la Puglia, dalla Capitanata al Salento. È l’allarme lanciato da Confcooperative Puglia, che parla di un comparto agricolo “spezzato in due” dopo giorni di maltempo, allagamenti e frane.Raccolti distrutti e aziende isolate
Secondo le stime dell’organizzazione, i danni diretti all’agricoltura ammontano già a circa 200 milioni di euro, con ortaggi, asparagi e broccoletti andati completamente perduti.Particolarmente colpita la Capitanata, dove si registrano la perdita di circa 10mila quintali di asparagi e il 30% del raccolto di broccoletto. Situazione analoga anche nel Brindisino e nel resto del Salento, dove le piogge hanno sommerso i campi rendendo impossibile la raccolta.Danni strutturali e rete compromessa
Il conto complessivo sale però drasticamente se si considerano i danni alle infrastrutture: strade rurali distrutte, canali di scolo compromessi, aziende allagate e terreni resi inutilizzabili dal fango.La stima totale, secondo Confcooperative, sfiora il miliardo di euro.Viabilità in crisi e rischio per la filiera
A preoccupare è anche la situazione della viabilità: molte strade sono impraticabili e i mezzi pesanti non riescono a raggiungere le aziende agricole.Una criticità che rischia di avere ripercussioni anche sulla distribuzione, con possibili carenze di prodotti freschi nei supermercati.“La Puglia agricola è stata spezzata”
“Dalle valli del Subappennino Dauno alle pianure del Brindisino lo scenario è lo stesso: distruzione”, ha dichiarato il presidente di Confcooperative Puglia Giorgio Mercuri.“Se i raccolti persi ammontano a 200 milioni, il costo per ricostruire ciò che il fango ha portato via porta il totale vicino al miliardo di euro”.La richiesta: stato di calamità
Confcooperative chiede l’immediato riconoscimento dello stato di calamità naturale, sottolineando la necessità di interventi urgenti non solo per i risarcimenti, ma anche per la ricostruzione delle infrastrutture.

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