Gli ultimi dati Istat sulla popolazione non fanno sorridere la Puglia. Al primo gennaio 2026 la regione perde oltre 168mila residenti rispetto al

Gli ultimi dati Istat sulla popolazione non fanno sorridere la Puglia. Al primo gennaio 2026 la regione perde oltre 168mila residenti rispetto al 2000. Le fasce di popolazione colpite dal calo demografico sono quelle più giovani ed istruite, destinate ad altre regioni italiane oppure all’estero. I laureati pugliesi che vanno all’estero nel 2024 (ultimo campione disponibile) sono178 nella fascia 0-24 anni, 1.355 tra 25-34 anni, 2.118 tra 35-64 anni e 33 tra gli over 65. Nello stesso anno, i laureati che si sono trasferitiin altre regioni italiane sono 489 (0-24 anni), 4.928 (25-34 anni), 688 (35-64 anni) e 248 (over 65).A tal proposito, Cisl Puglia evidenzia la necessità di “costruire un’alleanza generazionale, un patto fondato sulla corresponsabilità e sulla partecipazione, che affronti i problemi del lavoro dignitoso e stabile, dello sviluppo delle competenze, della valorizzazione dei talenti e dell’inclusione sociale”. Il dato sulla fuga di cervelli, commenta il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, “impoverisce il capitale umano e il mercato del lavoro, compromettendo il futuro del sistema produttivo e la sostenibilità del welfare”.Per quanto riguarda il tasso di fecondità, nel 2025 in Puglia si scende a 1,11 figli per donna (1,16 nel 2024), al di sotto della media italiana pari a 1,14. Sale, invece, l’età media delle madri al parto, che raggiunge i 32,59 anni (32,53 nel 2024), in linea con la media nazionale di 32,7 anni. Cresce, invece, la
popolazione straniera residente: al primo gennaio 2026 raggiunge le 165.797 unità (erano 155.066 nel 2025).

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