Il piano straordinario per la riduzione delle liste d’attesa si avvia verso la conclusione, con quasi 60mila appuntamenti anticipati e oltre 40mil

Il piano straordinario per la riduzione delle liste d’attesa si avvia verso la conclusione, con quasi 60mila appuntamenti anticipati e oltre 40mila prestazioni arretrate già effettuate. Ma lo sforzo messo in campo dalla Regione su input del governatore Decaro sta avendo un effetto collaterale indesiderato, e forse previsto: l’allungamento delle liste d’attesa «ordinarie», con i tempi per ottenere una prestazione urgente o breve che non solo non si sono ridotti, ma stanno addirittura aumentando.
Il tema è stato affrontato da ultimo in una riunione di venerdì scorso, in cui è stato fatto il punto sul piano straordinario. La strategia di smaltimento degli arretrati sta funzionando, certo, grazie a un (temporaneo) aumento dell’offerta attraverso prestazioni aggiuntive. Ma questa scelta non è andata di pari passo con una riduzione della domanda di visite ed esami, che anzi – per effetto dei primi risultati del piano straordinario – sono addirittura aumentati. Non ci sono numeri, ma i Rula (responsabili delle liste d’attesa) delle varie Asl segnalano situazioni critiche specialmente su alcuni esami strumentali, a partire dalle risonanze magnetiche.
L’analisi fatta in Regione ha evidenziato un errore strategico nell’approccio al problema delle liste d’attesa.


COMMENTI