Stalle pugliesi a rischio: i prezzi del latte sono sotto i costi di produzione

La guerra in Iran sta provocando aumenti fino al 40% dei costi energetici e dei fattori di produzione agricola con rincari su energia, carburanti,

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Prezzo del latte alla stalla, il problema resta irrisolto - OglioPoNews

La guerra in Iran sta provocando aumenti fino al 40% dei costi energetici e dei fattori di produzione agricola con rincari su energia, carburanti, mangimi e fertilizzanti che mettono sotto pressione le aziende zootecniche già fragili e si riflettono direttamente sul prezzo del latte in stalla per cui è sempre più difficile coprire i costi reali.L’accordo nazionale siglato al Nord prevede un riferimento di 47 centesimi al litro, con una maggiorazione per le regioni del Sud. Il prezzo risulta insufficiente per le aziende pugliesi, dove i costi di produzione sono più elevati a causa della struttura aziendale, della gestione della manodopera e dell’alimentazione degli animali, aggravati ulteriormente dai rincari legati alla guerra in Iran. Secondo le stime, per coprire le spese e assicurare un margine minimo agli allevatori, il prezzo dovrebbe attestarsi tra 0,58 e 0,59 euro al litro.Questa pressione dei costi ha portato, fra il 2020 e il 2025, alla chiusura di ben 209 strutture di bovini di latte.Il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, afferma: “Il prezzo del latte non può scendere sotto i costi di produzione, mentre lungo la filiera esistono margini che possono essere redistribuiti per garantire un giusto reddito agli allevatori senza penalizzare i consumatori. Gli elementi introdotti dall’accordo rappresentano un primo passo, ma è necessario rafforzare sistema di contratti, tutelare allevatori e contrastare pratiche sleali.”

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