Uno scontro aperto sulla futura legge regionale sulle aree idonee alle rinnovabili. A sollevarlo è la Lipu Puglia, che in un duro comunicato accus

Uno scontro aperto sulla futura legge regionale sulle aree idonee alle rinnovabili. A sollevarlo è la Lipu Puglia, che in un duro comunicato accusa Confindustria e le società energetiche di diffondere “narrazioni false” per condizionare le scelte della Regione.Secondo l’associazione ambientalista, il territorio pugliese – e in particolare la Capitanata – avrebbe già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e paesaggistici.
“Un territorio devastato dagli impianti”
La Lipu parla senza mezzi termini di una trasformazione radicale del paesaggio, segnata dalla presenza massiccia di impianti energetici.“Centinaia di grattacieli eolici, laghi di silicio, centrali a biomasse e infrastrutture invasive hanno ridotto intere aree a un colabrodo”, denuncia Enzo Cripezzi, sottolineando come siano stati compromessi habitat agricoli e zone di grande valore naturalistico.Nel mirino anche l’impatto su masserie, aree archeologiche e contesti storici, che secondo l’associazione sarebbero stati “assediati” da queste installazioni.Capitanata epicentro dello squilibrio
I numeri citati nel comunicato rafforzano la critica: su oltre 8.200 megawatt installati in Puglia, più della metà – circa 4.158 MW – si concentra nella provincia di FoggiaUna distribuzione che, per la Lipu, evidenzia uno squilibrio territoriale e sociale, trasformando la Capitanata in una sorta di “colonia energetica”.
“Falsi allarmi sulle restrizioni”
Nel mirino anche le prese di posizione di Confindustria Foggia e di associazioni di settore, accusate di paventare restrizioni inesistenti.“È falso che la nuova legge possa mettere a rischio gli obiettivi al 2030”, sostiene Cripezzi, evidenziando come la capacità già autorizzata superi ampiamente i target previsti.Secondo la Lipu, esiste già una “ipoteca” di megawatt autorizzati tale da garantire il raggiungimento degli obiettivi con largo anticipo.Alternative e modelli sostenibili
L’associazione richiama anche studi che indicano la possibilità di sviluppare energia rinnovabile senza ulteriore consumo di suolo, sfruttando aree già urbanizzate, parcheggi o siti dismessi.In Puglia, queste superfici consentirebbero – secondo le stime citate – di raggiungere oltre 7.000 MW, in linea con gli obiettivi regionali.L’appello alla Regione
Il messaggio finale è un invito deciso alla Giunta e al Consiglio regionale: porre fine a quella che viene definita una lunga fase di compiacenza e adottare norme più rigorose.“Non vi accontentate mai”, afferma la Lipu, denunciando interessi economici che, a suo dire, prevalgono sulla tutela ambientale.Una presa di posizione che riaccende il dibattito su sviluppo energetico e salvaguardia del territorio, in vista delle prossime decisioni regionali.

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