Non solo cioccolato, per Pasqua rincari anche su dolci e cibi tipici

Non sono solo le uova di cioccolato che devono fare i conti con l’impennata del costo del cacao. Per Pasqua i rincari riguardano anche i prodotti

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Non sono solo le uova di cioccolato che devono fare i conti con l’impennata del costo del cacao. Per Pasqua i rincari riguardano anche i prodotti tipici che vanno dalle colombe alla carne, per arrivare alle uova. Rincari che, in media, viaggiano attorno a un +5,2% rispetto allo scorso anno ma che, in qualche caso, arrivano anche all’8%. Un dato che emerge dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori che ha monitorato i costi dei prodotti tipici della Pasqua.

Dalle uova alla carne
«Dopo la forte impennata del costo del cacao, si registrano, anche quest’anno, aumenti nel settore delle uova di Pasqua, mediamente +6%, con in testa i coniglietti di cioccolato e l’uovo piccolo +8% – sottolineano dall’Osservatorio -. Nel settore dei prodotti da forno ad aumentare maggiormente è il prezzo della colomba classica +7%, in quello della carne il prezzo di agnello e coniglio +10%:Nel primo caso si è passati da 23,43 euro al chilo del 2024, ai 24,55 dello scorso anno per arrivare al 26,9 del 2026. Nel secondo caso il prezzo è passato dai 12,97 euro del 2024, a 13,5 del 2025 per poi raggiungere i 14,8 di quest’anno. Le uova fresche, l’articolo di riferimento è la nella confezione da 10 pezzi, registrano un incremento del +8%».Attenzione a non sprecare
Le tendenze della Pasqua 2026 riguardano soprattutto una maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo, più che al brand: si leggono più le etichette nutrizionali, si valuta la sostenibilità di ingredienti e filiere, si prediligono prodotti locali. Aumenta anche l’attenzione a non sprecare.I consigli
Quindi i consigli per acquistare in sicurezza: «Uno degli errori più comuni è valutare solo il prezzo finale del prodotto. È invece fondamentale controllare il prezzo al chilogrammo, che permette di confrontare davvero i prodotti e scoprire le reali differenze di prezzo – sottolineano dall’associazione -. Le offerte non sempre sono davvero convenienti. Per valutare con attenzione bisogna: verificare il prezzo precedente, controllare la scadenza, evitare acquisti impulsivi solo perché il prodotto è in promozione». È bene anche controllare, sull’etichetta, ingredienti origine delle materie prime, data di scadenza. presenza di allergeni percentuale di cacao nelle uova di cioccolato. Per colombe e prodotti da forno è importante verificare la presenza di grassi vegetali di bassa qualità».Un altro accorgimento riguarda gli sprechi: e quindi il suggerimento è «pianificare il pranzo pasquale, non acquistare quantità eccessive di dolci, conservare correttamente i prodotti, utilizzare gli avanzi nei giorni successivi».

Chi parte e chi resta
Per quanto riguarda le modalità con cui gli italiani si apprestano a festeggiare, l’osservatorio ha «rilevato comportamenti piuttosto prudenti». «Le famiglie non rinunceranno a pranzi e a viaggi, ma con un atteggiamento più attento a contenere le spese e improntato al fai da te – sottolineano -. Chi deciderà di partire, circa 1 famiglia su 7 secondo le prime stime, resterà per oltre il 96% dei casi in Italia, riscoprendo le città d’arte, ma anche i piccoli borghi». Non solo: «Anche quest’anno solo 1 famiglia su 4 trascorrerà il pranzo di Pasqua o di Pasquetta fuori casa, preferendo soprattutto agriturismi e ristoranti dalla cucina tradizionale- conclude il rapporto -; in molti non rinunceranno, inoltre, tempo permettendo, al consueto pic nic o barbecue all’aperto».

 

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