«Le scrivo in rappresentanza di numerosi cittadini che, purtroppo, si trovano ad affrontare crescenti difficoltà nel trovare alloggi dignitosi e a

«Le scrivo in rappresentanza di numerosi cittadini che, purtroppo, si trovano ad affrontare crescenti difficoltà nel trovare alloggi dignitosi e accessibili in affitto nella nostra città. Questa situazione sta diventando una vera emergenza sociale, con ripercussioni significative sulla qualità della vita di famiglie, giovani lavoratori e studenti nella nostra Città di Manfredonia».
È l’incipit di una interrogazione del consigliere comunale Giuseppe Marasco, rivolta al sindaco Domenico La Marca e agli esponenti del consiglio comunale e della giunta. Il problema posto non è nuovo e coinvolge un numero di famiglie sempre più numeroso, espressione di una situazione che viene da lontano e che richiama aspetti sociali ed economici.
Tra le difficoltà richiamate da Marasco quelle riferite ai «prezzi medi di mercato spesso insostenibili per la maggior parte delle famiglie che rendono pressoché impossibile l’accesso ad un alloggio; la scarsità di immobili disponibili; difficoltà nell’ottenere garanzie economiche». Avanza anche alcune proposte di possibili interventi, quali «affitti a lungo termine a canone concordato; recupero e riqualificazione degli immobili sfitti; creazione di uno sportello degli immobili sfitti; introdurre sostegni per le fasce più deboli». Auspica infine «un’azione congiunta tra amministrazione comunale e cittadini».
Quello della casa è un settore alquanto complesso con situazioni spesso contraddittorie, caratterizzato dalla coesistenza di una significativa quota di alloggi inutilizzata, da un lato, e una costante attività edilizia orientata alla riqualificazione e alla realizzazione di nuovi alloggi di edilizia sociale dall’altro. Un mercato in movimento gestito da oltre una ventina di agenzie immobiliari insediatesi agli inizi del 2000 che occupa anche oltre 40 agenti immobiliari.
Ma quante sono le case vuote?
Secondo diversi e attendibili indicatori, lo stock inutilizzato di immobili sul mercato è stimato intorno a 950 unità di cui solo 91 in affitto. Distribuite fra Siponto (seconde case estive), centro storico (immobili vecchi o ereditati), periferie degli anni ’70-’80. Ma tante case vuote, avvertono le agenzie, non significa offerta reale e vendibile. Molti immobili sono bloccati da successioni non definite, comproprietà fra eredi, problemi urbanistici, condizioni strutturali scadenti, ma anche richieste di prezzo fuori mercato o legate a valori affettivi. In questo contesto variegato non mancano gli immobili “giusti” che si vendono rapidamente.
In definitiva: le case vuote non sono un segno di abbondanza di mercato, ma di inefficienza di mercato, di disequilibrio urbano. Tra le cause considerate il calo della popolazione con i giovani che lasciano, difficoltà oggettive di interventi strutturali, disaccordi tra i proprietari. Ma allora perché si costruisce ancora? La domanda viene da fasce di cittadini medio-alta, nuove tipologie abitative. E per le fasce meno abbienti così come evidenziate dalla interrogazione Marasco?
«Il problema è all’attenzione di questa amministrazione comunale – realizza il sindaco Domenico La Marca – che ha lanciato il “Nuovo Piano casa” recependo la legge regionale che disciplina gli interventi di ristrutturazione edilizia che ci consentirà di riqualificare e modernizzare il patrimonio edilizio esistente, lasciato da anni colpevolmente ignorato».
E l’assessore alla rigenerazione e pianificazione urbana, Giovanni Mansueto, spiega che «Si tratta di un provvedimento tanto atteso, poiché gli interventi di ristrutturazione edilizia miglioreranno la qualità abitativa e urbana, la sicurezza degli immobili e dunque oltre che a promuovere e sostenere l’iniziativa edilizia residenziale sociale, sarà di stimolo per il lavoro edilizio».
Michele Apollonio

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