Zes Puglia 1800 domande nel 2025

A livello complessivo, le domande presentate nel Mezzogiorno hanno superato quota 10.400, con un aumento del 52% rispetto al 2024. Il valore econo

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Zes unica nel 2025 in Puglia quasi 1.800 domande

A livello complessivo, le domande presentate nel Mezzogiorno hanno superato quota 10.400, con un aumento del 52% rispetto al 2024. Il valore economico dei crediti richiesti ha superato i 3,64 miliardi di euro, registrando una cresita del 42,8%. In questo contesto, la Puglia rappresenta una componente rilevante, assorbendo il 18% del totale e dimostrando una forte capacità di utilizzare gli strumenti di agevolazione per generare investimenti concreti. I dati sono elaborati da Check up Mezzogiorno Confindustria e Srm.
Anche sul fronte degli investimenti attivati emerge un quadro molto positivo. Nel 2025 il totale nel Mezzogiorno supera i 7,3 miliardi di euro, con un incremento superiore ai due miliardi rispetto all’anno precedente. La Puglia si distingue per la sua capacità attrattiva e per una dimensione media dei progetti pari a circa 5,9 milioni di euro per autorizzazione, segno di un equilibrio tra iniziative di media scala e progetti più strutturati.
Dal punto di vista qualitativo, gli investimenti si concentrano prevalentemente in macchinari, seguiti da attrezzature, impianti e immobili. Questo dato evidenzia una chiara tendenza al rafforzamento del sistema produttivo e all’innovazione industriale. Un ruolo importante è svolto anche dalle grandi imprese che, pur rappresentando una quota limitata delle domande, intercettano una parte consistente degli investimenti. In Puglia, in particolare, il 24% del credito d’imposta è destinato a queste realtà, a conferma della presenza di operatori industriali strutturati.
I primi dati del 2026 confermano il trend di crescita. Nei primi mesi dell’anno si registrano oltre mille autorizzazioni nella Zes Unica, per un totale di quasi 6 miliardi di euro di investimenti attivati e più di 17 mila posti di lavoro generati. Puglia e Campania si confermano i principali poli attrattivi, concentrando circa il 69% delle autorizzazioni, oltre il 66% degli investimenti e quasi il 75% delle ricadute occupazionali. Sul piano dell’occupazione, la Puglia registra circa 4.900 nuovi posti di lavoro, collocandosi in una posizione solida, anche se con un’intensità per progetto inferiore rispetto ad alcune regioni come Abruzzo e Basilicata. Il dato conferma comunque la capacità del territorio di trasformare gli investimenti in opportunità concrete.
Dal punto di vista settoriale, emergono alcune filiere strategiche che riflettono le vocazioni produttive regionali. Tra il 2024 e il 2025, agroalimentare, elettronica e Ict e made in Italy tradizionale rappresentano oltre il 50% delle autorizzazioni, con una netta prevalenza dell’agroalimentare. Questo mix evidenzia la capacità della Puglia di valorizzare i settori tradizionali integrandoli con innovazione e tecnologia.

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