La proposta di introdurre l’ora legale permanente entra per la prima volta in un percorso parlamentare definito. La Commissione Attività produ

La proposta di introdurre l’ora legale permanente entra per la prima volta in un percorso parlamentare definito. La Commissione Attività produttive della Camera ha dato il via libera all’indagine conoscitiva sull’adozione di un orario unico per tutto l’anno, aprendo una fase istruttoria che finora era rimasta sullo sfondo tra petizioni, studi e tentativi europei mai arrivati a una sintesi.
L’indagine, presentata su impulso della Società Italiana di Medicina Ambientale, di Consumerismo No profit e del deputato Andrea Barabotti, ha un obiettivo dichiarato: valutare in modo sistematico cosa accadrebbe eliminando il cambio stagionale dell’ora e adottando un unico orario per tutto l’anno. Il perimetro è ampio e tiene insieme variabili che negli anni sono rimaste spesso separate nel dibattito pubblico: consumi energetici, impatto economico, effetti sulla salute, organizzazione sociale, produttività.
Audizioni e calendario
Il calendario è già definito. Nei prossimi mesi la Commissione ascolterà istituzioni, autorità indipendenti, rappresentanti europei, organizzazioni internazionali, associazioni di categoria e mondo accademico. L’indagine si concluderà entro il 30 giugno, con l’obiettivo di restituire al parlamento e al governo un quadro aggiornato su benefici e criticità della misura, e valutare anche l’ipotesi di una fase di sperimentazione.
I numeri: energia e ambiente
A sostenere il ritorno del tema non sono solo le dinamiche politiche, ma una base di dati ormai stratificata. In Italia, secondo le rilevazioni di Terna, tra il 2004 e il 2025 l’adozione dell’ora legale ha consentito un risparmio di oltre 12 miliardi di kilowattora, traducendosi in circa 2,3 miliardi di euro in bolletta. Sul fronte ambientale, la Società Italiana di Medicina Ambientale stima una riduzione annuale delle emissioni tra 160 mila e 200 mila tonnellate di CO₂.
Effetti su salute e consumi
Il tema energetico, tuttavia, è solo una parte del quadro. Gli studi richiamati nella richiesta approvata alla Camera insistono sugli effetti del cambio d’ora sui ritmi circadiani: sonno, concentrazione, pressione arteriosa, con un impatto che si riflette anche sulla sicurezza. Nella settimana successiva al passaggio autunnale si osserva, secondo diverse ricerche, un aumento degli incidenti stradali e sul lavoro. Allo stesso tempo, una maggiore disponibilità di luce nelle ore serali è associata a un’estensione delle attività economiche, con effetti su commercio, ristorazione e turismo.
Il quadro europeo
Il percorso italiano si inserisce in un contesto europeo che resta incompiuto. Nel 2018 una consultazione pubblica della Commissione europea raccolse 4,6 milioni di risposte, con una netta maggioranza favorevole all’abolizione del cambio d’ora. L’anno successivo il parlamento europeo approvò una proposta di direttiva che lasciava agli Stati membri la scelta dell’orario permanente. Da allora, però, il processo si è arenato, rallentato prima dalla pandemia e poi dalle divergenze tra Paesi, soprattutto per le implicazioni su trasporti, mercato interno e coordinamento dei fusi.
Le posizioni continuano a seguire le latitudini .Nei Paesi del Nord prevale l’esigenza di preservare la luce del mattino, mentre nel Sud Europa il valore economico e sociale della luce serale spinge verso l’ora legale permanente. In questo equilibrio ancora instabile, l’Italia ha finora mantenuto una linea prudente, evitando iniziative unilaterali e rimandando ogni scelta a un possibile coordinamento europeo.
Un passaggio che cambia il livello del dibattito
L’avvio dell’indagine conoscitiva non scioglie questi nodi, ma modifica la natura della discussione. Per la prima volta dopo anni, il tema viene affrontato attraverso un processo strutturato, con l’obiettivo di mettere a confronto modelli alternativi e valutarne gli effetti in modo comparabile. Il passaggio non garantisce un esito, ma segna un avanzamento concreto: dalle dichiarazioni di principio a un’analisi destinata, almeno nelle intenzioni, a tradursi in una decisione.


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