Vieste, agguato in pieno centro: ferito Danilo Notarangelo

Pomeriggio di piombo nel cuore della "città del faro". Intorno alle 16:00 di oggi, giovedì 19 marzo, un commando ha aperto il fuoco contro Danilo No

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Pomeriggio di piombo nel cuore della “città del faro”. Intorno alle 16:00 di oggi, giovedì 19 marzo, un commando ha aperto il fuoco contro Danilo Notarangelo, 35 anni, ferendolo gravemente davanti a decine di passanti e automobilisti terrorizzati nei pressi di un supermercato centrale.

La dinamica e i soccorsi

I sicari hanno colpito Notarangelo all’avambraccio destro e all’addome. Dopo i primi soccorsi prestati dai Carabinieri sul posto, l’uomo è stato trasferito d’urgenza al Policlinico di Foggia tramite l’elisoccorso Hems del 118. Nonostante la gravità delle lesioni, non sarebbe in pericolo di vita.

Il profilo: un bersaglio ricorrente

Il nome di Notarangelo pesa nelle dinamiche criminali del Gargano. Figlio del cugino di Angelo “Cintaridd” Notarangelo — il boss di Vieste giustiziato nel gennaio 2015 — il 35enne era già finito nel mirino dei clan:

  • Il precedente del 2022: Ad agosto di due anni fa scampò a una sventagliata di fucile mentre percorreva la litoranea per Mattinata a bordo di un SUV.

  • L’arresto nel 2015: Pochi mesi dopo l’uccisione del boss “Cintaridd”, fu fermato dai militari con una pistola carica e pronta al fuoco infilata nella cintura.

Le indagini

L’area è stata transennata dai Carabinieri della Tenenza locale e del Comando Provinciale. La sfrontatezza dell’azione, avvenuta in pieno giorno e in una zona frequentata, punta dritta all’ipotesi di un regolamento di conti interno alla malavita garganica. Al vaglio degli inquirenti ci sono ora i filmati delle telecamere di sorveglianza, nel tentativo di dare un volto ai componenti del gruppo di fuoco.

Indagini in corso
Sul luogo della sparatoria sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di Vieste e del Comando Provinciale. Al momento vige il massimo riserbo sulle piste seguite, ma la platealità dell’azione e il profilo della vittima suggeriscono un possibile regolamento di conti nell’ambito della criminalità organizzata garganica. Gli inquirenti stanno vagliando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare il gruppo di fuoco.

 

 

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