Puglia, sanità: rischio tagli per diciotto ospedali

Oltre alla manovra fiscale per tappare il buco da 369 milioni di euro della sanità, la regione Puglia sarà costretta a rivedere la rete ospedalier

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Oltre alla manovra fiscale per tappare il buco da 369 milioni di euro della sanità, la regione Puglia sarà costretta a rivedere la rete ospedaliera. È la richiesta non rinviabile arrivata dai Ministeri di Economia e Salute che da due anni sollecitano l’attuazione del piano operativo 2026-2028.

Per arginare un deficit strutturale da 100 milioni l’anno, la giunta Decaro dovrà ob torto collo impugnare l’accetta per tagliare, riconvertire ed accorpare ospedali, reparti e posti letto. La scure si concentrerà sui piccoli ospedali dove reparti con bassi volumi di attività rischiano chiusure o trasferimenti. Entro tre anni spariranno i punti nascita sotto i 500 parti annui, le chirurgie con pochi interventi e le ortopedie sotto i mille casi l’anno.

MAPPA DELLE STRUTTURE A RISCHIO

Contiene 18 dei 28 ospedali pubblici in funzione. Nel Barese i presidi di Corato, Putignano, Monopoli e Triggiano. Nella Bat Bisceglie, Barletta e Andria. Nel Foggiano Lucera, Cerignola e San Severo. In Salento Tricase, Galatina e Copertino. Tre ospedali sotto tiro anche nel Tarantino: Santissima Annunziata, Grottaglie e Moscati. Nel Brindisino Mesagne e San Pietro Vernotico. In alcuni casi servizi e reparti saranno trasferiti nei nuovi ospedali, come il Monopoli-Fasano o il San Cataldo. Le altre strutture diventeranno centri di lungodegenza, riabilitazione o assistenza territoriale. Una cura da cavallo ad alto rischio sul piano politico con i territori pronti a scendere in piazza appoggiati dall’opposizione e dalle parti sociali.

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