Il Sindaco di Manfredonia avrebbe fatto meglio a non rispondere e a lasciare cadere la questione, evitando così un mio ulteriore intervento sul te

Il Sindaco di Manfredonia avrebbe fatto meglio a non rispondere e a lasciare cadere la questione, evitando così un mio ulteriore intervento sul tema. Ha preferito invece cimentarsi in una risposta imbarazzante e inqualificabile, sicuramente indotta da chi vuole far valere la propria posizione di burocrate estremo difensore del rispetto formale delle leggi.Ci fa sapere di aver disturbato il DPO (Responsabile della Protezione dei Dati), il quale ha riferito, ovviamente, due cose elementari: che non esiste una norma specifica che obblighi la pubblicazione dei verbali, e ci mancherebbe che vi fosse una previsione così puntuale, e che il D.lgs. 33/2013 non impone la pubblicazione dei verbali né dell’elenco degli scrutatori. Omettendo, però, un dato fondamentale: non esiste neppure alcuna norma che lo vieti.In realtà, la questione è molto più seria e dovrebbe indurre a una riflessione altrettanto seria. Non mi pare che il Comune di Manfredonia brilli per la qualità delle proprie scelte, né mi sembra che possa elevarsi a punto di riferimento delle buone pratiche amministrative. Al contrario, l’attuale amministrazione sta mostrando diverse lacune proprio sul piano della trasparenza amministrativa. Sulla pubblicazione dell’elenco degli scrutatori esistono città con strutture organizzative importanti e qualificate che hanno compiuto una scelta diametralmente opposta a quella del Comune di Manfredonia, a dimostrazione di quanto sia imbarazzante la risposta del Sindaco. Per semplificare, indico alcune delle città, dove è possibile verificare che l’elenco è stato puntualmente pubblicato.
Comune di Andria
https://www.comune.andria.bt.it/it/news/1960490
Comune di Ascoli Satriano
https://www.comune.ascolisatriano.fg.it/novita/notizie/novita_432.html
Comune di Bari
https://www.comune.bari.it/documents/40500/6347533/Referendum%202026%20-%20Scrutatori%20effettivi.pdf/16accdac-9ede-2bce-8c7e-379fb7590366
Comune di Bitonto
https://www.comune.bitonto.ba.it/it/news/referendum-costituzionale-la-commissione-elettorale-comunale-ha-nominato-gli-scrutatori-per-51-seggi-elettorali-cittadini
Comune di Castellana Grotte
https://www.comune.castellanagrotte.ba.it/it/news/referendum-2026-pubblicati-gli-elenchi-degli-scrutatori-e-dei-supplenti
Comune di Corato
https://www.comune.corato.ba.it/novita/elenco-scrutatori-referendum-costituzionale-22-e-23-marzo-2026
Comune di Cutrofiano
https://www.comune.cutrofiano.le.it/servizi/atti-e-pubblicazioni/consultazioni-elettorali/1683-referendum-2026-elenco-degli-scrutatori-effettivi-e-supplenti
Comune di Massa
https://www.comune.massa.ms.it/novita/referendum-costituzionale-la-commissione-elettorale-comunale-ha-nominato-gli-scrutatori
Sicuramente i DPO di questi Comuni sono degli idioti oppure, peggio ancora, i loro amministratori sono perfetti incapaci. Oppure, molto più semplicemente, oltre a usare il buon senso e a rispettare le leggi sulla privacy, hanno anche poco da nascondere.
Sindaco, ciò che si racconta è chiaro anche a lei, e avrebbe dovuto avere il coraggio di dichiararlo pubblicamente, invece di sbandierare la bandiera della trasparenza e mettersi a fare il parafulmine. Sanno tutti, perfino le pietre, che un consigliere comunale componente della commissione elettorale si è preoccupato di raccogliere, dopo averne determinato la partizione matematica, i nominativi tra gli amministratori di maggioranza e di minoranza. Nulla di illegittimo, sia chiaro, ma lei, che si erge a Sua Santità della legalità, non può non saperlo. È evidente che la pubblicazione dell’elenco potrebbe rivelare la presenza di parenti, affini e sostenitori elettorali: nulla di scandaloso, ma almeno diciamolo con un po’ di vergogna.
La cosa più comica è la parte finale, quando fa appello all’esercizio del diritto di accesso agli atti, nelle forme previste. Se vuole, le mostro le mie richieste di accesso, mai riscontrate. Per non parlare di quelle dei consiglieri comunali, che spesso devono elemosinare per ottenere gli atti ed esercitare prerogative che la legge riconosce loro. Basta con le solite parole vuote a conclusione dei suoi comunicati: in questa terra piena di contraddizioni e di parole vuote servono i fatti.
Nascondersi dietro un parere tecnico per evitare la pubblicazione di un semplice elenco di nomi non rafforza la credibilità delle istituzioni. Al contrario, rischia di alimentare dubbi e sospetti che potrebbero essere facilmente evitati con un atteggiamento più aperto e trasparente.
La democrazia funziona meglio quando i cittadini possono vedere, capire e controllare ciò che avviene nelle istituzioni. E questo, in una procedura elettorale, dovrebbe essere il minimo indispensabile.
Angelo Riccardi. Palombella Rossa
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