M5S Manfredonia. Le ragioni del voto contrario al bilancio

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TOTARO (M5S) BILANCIO: LE RAGIONI DEL NOSTRO VOTO CONTRARIO

Venerdì scorso il Consiglio comunale ha approvato il Bilancio di Previsione. Come gruppo abbiamo espresso voto contrario, evidenziando diverse opportunità non colte sul fronte delle future entrate e alcune criticità nelle scelte politiche sulle uscite.

Continuiamo a registrare immobilismo su temi fondamentali per lo sviluppo della città e per le risposte ai bisogni sociali.

Un esempio riguarda mense scolastiche e tempo prolungato, servizi fondamentali per sostenere le giovani famiglie e favorire la conciliazione tra lavoro e vita familiare. Su questo punto non arrivano risposte concrete e, anzi, nel Piano per il diritto allo studio si registra persino una diminuzione delle risorse che potrebbero essere allocate.
Anche su trasporti (e pianificazione urbanistica) mancano scelte chiare: dal collegamento con Foggia — sempre più necessario per studenti, lavoratori e turisti — alla rigenerazione urbana dell’area della stazione. Dopo il coinvolgimento dell’assessore Mansueto attendiamo iniziative concrete e fermezza politica.

Il voto contrario riguarda anche il tema delle entrate.

Una parte significativa dei debiti verso il Comune non deriva da evasione deliberata, ma da difficoltà economiche o errori dichiarativi. La normativa consente di adottare un regolamento per la definizione agevolata delle entrate, che permetterebbe di pagare il solo capitale senza sanzioni e interessi, aiutando cittadini e imprese e garantendo allo stesso tempo maggiori entrate per l’ente.
Molti Comuni pugliesi, da Galatone a Torremaggiore, lo hanno già fatto. Il nostro Comune invece è ancora fermo, nonostante esista già uno schema di regolamento IFEL (su questo interrogheremo nuovamente l’assessore nel consiglio di oggi).
Speriamo non faccia la stessa fine di altri regolamenti rimasti bloccati per anni: quello sulla condivisione dei beni, fermo dal 2024 come ricorda il collega Caputo, o quello sul Wi-Fi pubblico che chiediamo dal 2021.

Su queste questioni non si può più rimandare: servono scelte chiare e una reale volontà politica

 

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