Maxi multa da 12,6 milioni ad Amgas da Arera: gli errori nella trasmissione di dati mai rettificati costano caro

Ammonta a oltre 12,6 milioni di euro la penale che Amgas spa, società del Comune di Foggia che gestisce la rete del gas in città, dovrebbe versare

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Ammonta a oltre 12,6 milioni di euro la penale che Amgas spa, società del Comune di Foggia che gestisce la rete del gas in città, dovrebbe versare alla Csea, Cassa per i servizi energetici e ambientali, per la mancata rettifica dei dati di prelievo dei punti di riconsegna risultati incoerenti tra il 2020 e il 2023.Si tratta di una sanzione irrogata in base al meccanismo introdotto nel 2024 da Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, per incentivare le imprese di distribuzione del gas a correggere i dati che non hanno superato le verifiche di coerenza e per i quali il Sistema Informativo Integrato ha proceduto ad attribuire un prelievo convenzionale, basato sulla portata massima del contatore, effettuando la cosiddetta ‘sterilizzazione’.Il braccio operativo di Arera ha quantificato l’ammontare della penalità relativamente alla sessione pluriennale 2020-2023 sulla base dei dati trasmessi dal Gestore del SII e la settimana scorsa ha inoltrato la relativa comunicazione all’Amgas.Multa ridotta al 10% del fatturato
In base a quanto stabilito dall’Authority per evitare che gli effetti dell’applicazione del meccanismo incentivante siano sproporzionati ed eccessivamente penalizzanti, l’ammontare della penale non può superare il valore del 10% del fatturato dell’impresa di distribuzione.L’importo dovuto da Amgas, dunque, ammonterebbe a 570mila euro, che resta comunque una somma considerevole. La penale deve essere versata entro il 10 marzo 2026 tramite PagoPa, e pare che non ci sia altra scelta per la società che sborsare l’importo dovuto, almeno per il momento, a prescindere da eventuali ulteriori contestazioni e ricorsi. Amgas spa, fin qui, avrebbe comunicato a Csea i casi oggetto di penalizzazione in relazione ai quali le procedure del gestore del Sistema Informativo Integrato non avrebbero consentito la rettifica. Ma le controdeduzioni non sarebbero state accolte.La multa, a quanto trapela, sarebbe stata inflitta perché la società non ha provveduto a correggere le incongruenze relative a letture, anagrafiche e numeri di matricola dei contatori sbagliati. Il disallineamento dei consumi di gas, peraltro, potrebbe costare un’altra sanzione da quasi 200mila euro.La vendita del Palazzo Amgas
I consiglieri comunali non sarebbero stati informati, tanto per cambiare. Ma la maggioranza, ultimamente, aveva affrontato il caso Amgas, a partire dall’assetto organizzativo. Come noto, all’interno della società, oggi presieduta dall’avvocato Luca Vinelli, non esiste un direttore generale, figura tecnica prevista dagli obiettivi di gestione delle partecipate ratificati dal Consiglio comunale. In più, il campo largo avrebbe esaminato l’ipotesi di vendita anche parziale dell’immobile di viale Manfredi, “sovradimensionato rispetto alle esigenze della società”, come messo nero su bianco nel bilancio approvato a giugno del 2025. La società aveva risposto alla manifestazione di interesse formulata da Arpal Puglia per l’acquisto di una parte del Palazzo delle Energie, ma pare che l’operazione sia destinata a sfumare per i requisiti catastali dell’immobile.Il bubbone dei vecchi contatori
La società è a caccia di liquidità. Ha bisogno di circa 4 milioni di euro per completare la sostituzione del parco contatori, altro annoso problema. L’Arera, dal 2013, ha stabilito l’obbligo di sostituire i contatori tradizionali con quelli elettronici, i cosiddetti Smart Meter, fino ad arrivare all’85% entro il 31 dicembre 2023. La mancata sostituzione farebbe incorrere la società in un’ulteriore sanzione pari a circa 70mila euro. Il Collegio sindacale di Amgas, a giugno, ha segnalato il “grave ritardo” rispetto alle tempistiche stabilite dall’Authority per l’installazione degli Smart Meter.

“Ad esclusione del precedente Amministratore Unico dott. Diomede, il quale ha predisposto la sostituzione parziale dei contatori fino ad arrivare a circa il 16%, quasi nulla era stato intrapreso da parte delle altre amministrazioni che si sono susseguite dall’anno 2013, attività che comporterà un considerevole impegno economico da parte dell’Amgas SpA – riferiva il presidente Vinelli nell’assemblea dei soci del 27 giugno 2025 -. Pertanto occorrerà programmare un piano di investimenti, tenendo conto dei mutui che andranno a scadenza nel 2026, cercando altre forme di accesso al credito”. A giugno del 2025, i misuratori elettronici installati risultavano pari al 34,76% dell’obiettivo previsto dalle disposizioni.

 

 

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