La trasmissione “Far West” racconta la crisi dell’ospedale voluto dal santo di Pietrelcina: conti in rosso, polemiche sui costi del personale e in

La trasmissione “Far West” racconta la crisi dell’ospedale voluto dal santo di Pietrelcina: conti in rosso, polemiche sui costi del personale e interrogativi sulla gestione. Dal Vaticano: “Stiamo tentando di risolvere il problema”.
“Il miracolo di Padre Pio, da sogno a incubo. L’ospedale naviga in acque agitatissime”. Così ieri sera la trasmissione di Rai 3, “Far West” condotta da Salvo Sottile. Telecamere a San Giovanni Rotondo per raccontare la crisi di Casa Sollievo della Sofferenza, sommersa dai debiti e dalle proteste dei lavoratori.
“Una storia di debiti milionari, 250 milioni complessivi, buste paga gonfiate e clientelismi – spiega l’inviato -. Una storia di soldi spariti nell’ospedale del santo”. Un ospedale pensato e voluto da Padre Pio. “Voleva una struttura all’avanguardia”.
756 posti letto, 2700 dipendenti e 32500 ricoveri all’anno. “Una eccellenza di proprietà di uno stato straniero, il Vaticano”.
A questo si aggiungono “i gruppi di preghiera, il braccio armato di Padre Pio”. Una fonte rivela l’acquisto di una Pet Tac con denaro dalle Cayman.
Ma questo non starebbe salvando Casa Sollievo dalla crisi. Di recente è scoppiata la protesta per i contratti pubblici trasformati in quelli delle cliniche private.
La trasmissione parla di ospedale sempre a rischio insolvenza o addirittura dissesto per anni di spese fuori controllo. Riflettori su alcuni benefit nel settore amministrativo “con buste paga gonfiatissime”. Benefit che avrebbero portato i costi del personale “a 300mila euro mensili”, come indicato dal sindacalista Giuseppe Mangiacotti.
Focus su alcune “strane operazioni”, con ausiliari o coadiutori amministrativi “diventati dirigenti”. E persino segretarie “inquadrate come fossero primari”.
Insomma, “un gigantesco buco in bilancio che rischia di erodere le fondamenta della principale opera terrena di Padre Pio”.
“Pensate che i fornitori di farmaci avanzano 50 milioni di euro. I pazienti dai tempi del Covid portano i farmaci da casa”. Una circostanza che l’ospedale ha però smentito categoricamente.
Ombre sul bilancio che non è pubblico, “lo conosce solo Casa Sollievo, l’ospedale non è obbligato dalla legge a renderlo noto”.
Ma intanto a fine 2024 il debito sfiorava ancora i 220 milioni di euro, nonostante dall’ospedale si parli “di situazione in miglioramento”.
L’inviato ha provato a contattare il direttore generale, Gino Gumirato che ha tagliato corto: “Non ho niente da dire, la saluto”.
Intervistato anche il vescovo di Manfredonia-San Giovanni-Vieste, Franco Moscone, presidente della Fondazione Casa Sollievo: “La Santa Sede è al corrente della situazione, tocca a lei prendere le decisioni più importanti. La fondazione più di tanto non può fare. Forse la Santa Sede stessa non sa bene che pesci prendere”.
Infine, Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano: “C’è un cda che prende le decisioni. Stiamo tentando in tutti i modi di rivolere il problema e aiutare l’ospedale a uscire da questa situazione”.


COMMENTI