È la superospite internazionale di Sanremo, ma nel festival della famiglia celebra anche le sue origini siciliane e canta in italiano: Alicia Keys

È la superospite internazionale di Sanremo, ma nel festival della famiglia celebra anche le sue origini siciliane e canta in italiano: Alicia Keys infiamma l’Ariston in duetto con Eros Ramazzotti sulle note de L’Aurora, poi incanta al pianoforte, in piedi, interpretando Empire State of Mind e cambia le parole ‘New York’ con ‘Sanremo’.Ramazzotti celebra la sua storia con Adesso Tu, a 40 anni esatti dalla vittoria tra i Campioni, introdotto da un video di Pippo Baudo. Dopo 40 anni “umanamente sono peggio di prima, il successo non mi ha fatto cambiare né sentire superiore – riflette – ma mi ha dato la grande forza di fare quello che mi piace di più: è bello farlo, ma sappiamo cosa sta succedendo nel mondo e spero che le cose cambino”.
In questa terza serata del festival di Carlo Conti – che rifiata negli ascolti, raccogliendo 9 milioni 53mila spettatori e il 59.5% di share, un punto e mezzo in più del debutto ma sempre sotto la soglia psicologica dei 10 milioni – l’emozione ha anche le voci dei grandi interpreti delle hit scritte da Mogol e scolpite nella memoria collettiva. Sanremo gli dedica il premio alla carriera a pochi mesi dai 90 anni, il prossimo 17 agosto, e la standing ovation dell’Ariston. “Un’accoglienza così mi ha commosso”, commenta Mogol, che ha “depositato 1776 canzoni alla Siae e venduto 523 milioni di dischi nel mondo”. Da Un’avventura a La spada nel cuore a La prima cosa bella, c’è l’imbarazzo della scelta. Ma, fra tante, la sua preferita è Dormi amore, scritta con Gianni Bella e interpretata da Adriano Celentano nel 2007: “L’ho dedicata a mia moglie, parlo di cosa sarà la sua vita e cosa sarà la mia quando non sarà più la mia vita, ma ci sopravviverà il nostro amore”.
Da incorniciare anche la performance di Laura Pausini con Heal the World di Michael Jackson, con i piccoli cantori del Coro dell’Antoniano e del Coro di Caivano. Il senso è raccolto nella scritta sullo sfondo, ‘Make Music Not War’, e nelle parole dell’artista: “Vogliamo tutti un mondo senza guerre e le vogliamo per loro”. In total black, tra pizzi, nude look e brillantino tra i denti, in salopette che lascia intravedere il seno, la top model russa Irina Shayk è l’altra co-conduttrice, ma resta ingessata in un ruolo ornamentale di altri tempi. Certo la lingua non aiuta, anche se a Conti dice: “Sono qui per te”. Il direttore artistico le fa fare la giravolta per mostrare la scollatura profonda sulla schiena. E Pausini: “Sei un bel pezzo di ragazza”. In quota comicità c’è Ubaldo Pantani: in completo tricolore come Lapo Elkann, ‘confonde’ Sanremo con Che Tempo che Fa di Fazio, dove è ospite fisso. “Sono Carlo Conti” gli dice il padrone di casa. “Con gli occhiali da vista non ti avevo riconosciuto, faccio sempre confusione tra voi conduttori Rai”. “Ma siamo su Rai1, non al Nove…”. E lui ribatte: “Rai9 fa parte del grande bouquet di Sky, un’eccellenza italiana”. A fine serata propone un brillante blob di allenatori, da Massimiliano Allegri a Luciano Spalletti, dal ct della Nazionale Rino Gattuso all’ex portierone Gigi Buffon, e di giornalisti, da Bruno Vespa a Massimo Giletti a Mario Giordano.
In questa terza serata del festival di Carlo Conti – che rifiata negli ascolti, raccogliendo 9 milioni 53mila spettatori e il 59.5% di share, un punto e mezzo in più del debutto ma sempre sotto la soglia psicologica dei 10 milioni – l’emozione ha anche le voci dei grandi interpreti delle hit scritte da Mogol e scolpite nella memoria collettiva. Sanremo gli dedica il premio alla carriera a pochi mesi dai 90 anni, il prossimo 17 agosto, e la standing ovation dell’Ariston. “Un’accoglienza così mi ha commosso”, commenta Mogol, che ha “depositato 1776 canzoni alla Siae e venduto 523 milioni di dischi nel mondo”. Da Un’avventura a La spada nel cuore a La prima cosa bella, c’è l’imbarazzo della scelta. Ma, fra tante, la sua preferita è Dormi amore, scritta con Gianni Bella e interpretata da Adriano Celentano nel 2007: “L’ho dedicata a mia moglie, parlo di cosa sarà la sua vita e cosa sarà la mia quando non sarà più la mia vita, ma ci sopravviverà il nostro amore”.
Da incorniciare anche la performance di Laura Pausini con Heal the World di Michael Jackson, con i piccoli cantori del Coro dell’Antoniano e del Coro di Caivano. Il senso è raccolto nella scritta sullo sfondo, ‘Make Music Not War’, e nelle parole dell’artista: “Vogliamo tutti un mondo senza guerre e le vogliamo per loro”. In total black, tra pizzi, nude look e brillantino tra i denti, in salopette che lascia intravedere il seno, la top model russa Irina Shayk è l’altra co-conduttrice, ma resta ingessata in un ruolo ornamentale di altri tempi. Certo la lingua non aiuta, anche se a Conti dice: “Sono qui per te”. Il direttore artistico le fa fare la giravolta per mostrare la scollatura profonda sulla schiena. E Pausini: “Sei un bel pezzo di ragazza”. In quota comicità c’è Ubaldo Pantani: in completo tricolore come Lapo Elkann, ‘confonde’ Sanremo con Che Tempo che Fa di Fazio, dove è ospite fisso. “Sono Carlo Conti” gli dice il padrone di casa. “Con gli occhiali da vista non ti avevo riconosciuto, faccio sempre confusione tra voi conduttori Rai”. “Ma siamo su Rai1, non al Nove…”. E lui ribatte: “Rai9 fa parte del grande bouquet di Sky, un’eccellenza italiana”. A fine serata propone un brillante blob di allenatori, da Massimiliano Allegri a Luciano Spalletti, dal ct della Nazionale Rino Gattuso all’ex portierone Gigi Buffon, e di giornalisti, da Bruno Vespa a Massimo Giletti a Mario Giordano.


COMMENTI