Puglia, sale il prezzo dei ricci di mare? “Vengono dalla Francia, ormai un bene di lusso”

Mentre gli esperti guardano con preoccupazione alla presenza sempre minore di ricci nel Mar Mediterraneo, si moltiplicano le segnalazioni dalla Pu

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Cosa sono i ricci di mare? - Nieddittas

Mentre gli esperti guardano con preoccupazione alla presenza sempre minore di ricci nel Mar Mediterraneo, si moltiplicano le segnalazioni dalla Puglia sul prezzo di questa prelibatezza. Sì perché in alcuni casi si arrivano a spendere anche 6 euro al pezzo in pescheria, ma il motivo è abbastanza semplice.A spiegarlo è Bartolo L’abbate, il titolare della pescheria “Lo Scoglio” di Polignano a Mare, nota località a poca distanza da Bari. Ha pubblicato un video (lo trovate in fondo a questo articolo) sul profilo social della sua attività, in risposta a quanto scritto da La Gazzetta del Mezzogiorno, che dava voce a tutte quelle persone rimaste spiazzate di fronte ai prezzi proposti dai pescivendoli.“Questi ricci, i ricci bretoni, sono un bene di lusso e non sono una necessità. Quando comprate questo prodotto, pagate il valore aggiunto che i francesi hanno deciso di commercializzare. Basta pensare che già con l’IVA, fissata al 22%, vengono considerati come un bene di lusso”, spiega L’abbate.E, proseguendo, aggiunge: “Inutile scrivere quindi che spaventiamo i turisti, noi facciamo solo il nostro lavoro. Compriamo un prodotto tracciabile, lo paghiamo un sacco di soldi e se viene qualcuno a controllarci ci dirà che lo stiamo vendendo anche a un prezzo inferiore”.Il riferimento ovviamente ai ricci di mare che compaiono in primo piano, venduti nel caso della pescheria “Lo Scoglio” a 6 euro al pezzo. Tuttavia, sul banco del pesce sono presenti delle alternative più economiche: “Questo è invece il prodotto che stiamo vendendo a 1,50 euro al pezzo e viene dalla Croazia. Il prezzo è addirittura più basso dell’anno scorso. Quindi il prezzo dei ricci al massimo è diminuito, non è aumentato”.L’argomento in queste ore è stato affrontato pure dalla redazione de La Repubblica, che per parlare di quanto sta accadendo ha raggiunto Antonio Lapadula, a capo della pescheria “La Scogliera” di Fasano, in provincia di Brindisi. “Mi rifiuto di vendere i ricci a 6 euro il pezzo, non sono più un cibo popolare”, ha dichiarato ai microfoni del quotidiano, a dimostrazione di come lo scenario sia lo stesso, ormai, in tutta la Puglia.Le pescherie rivelano le difficoltà evidenti che si ritrovano ad affrontare e i consumatori continuano a sostenere che i rincari siano eccessivi. Basta dare un’occhiata ai commenti comparsi sul web nelle ultime ore per rendersene conto. “Dovrei fare un mutuo per saziarmi”, scrive un utente e gli fa eco un altro: “Vendere un riccio a 6 euro è assurdo. Ma stiamo scherzando?”.Un addetto ai lavori prova a ribadire le motivazioni dietro i prezzi: “Lavoro in una pescheria e posso confermare che non c’è nessuna speculazione sul prezzo dei ricci bretoni. Purtroppo hanno un costo elevato commisurato alla loro qualità e quantità, perché un solo riccio equivale ad almeno 3 dei nostri locali. Per non parlare poi del costo di importazione che va aggiunto”.

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