Choc a San Giovanni Rotondo, danneggiata la stele del partigiano Corritore: “Atto vile e infame”

Gravissimo episodio nel cimitero di San Giovanni Rotondo. Nella notte tra il 30 e il 31 gennaio, “mani ignote, ma di sicura matrice fascista”, han

Tumori, una strage nel silenzio: 500 morti al giorno
Treno-tram Foggia Manfredonia. WWF: quando la fase esecutiva?
Liceo Galilei-Moro: Basta parole, servono ATTI. Il piano d’azione per la sicurezza.

Gravissimo episodio nel cimitero di San Giovanni Rotondo. Nella notte tra il 30 e il 31 gennaio, “mani ignote, ma di sicura matrice fascista”, hanno distrutto la lapide in ricordo del partigiano Matteo Corritore, “installata pochi mesi fa per ricordare il sacrificio del nostro concittadino morto a soli 24 anni a San Donà di Piave dove decise di unirsi alle brigate partigiane”. A denunciare l’accaduto, con tanto di foto, è la sezione cittadina di Rifondazione Comunista, che condanna con fermezza “il vile ed infame atto compiuto”.Articolo: Matteo Corritore è tornato a casa: nel cimitero di San Giovanni Rotondo una stele in memoria del partigiano
“Purtroppo nel nostro Paese, da anni, è in corso il tentativo di riscrivere la storia provando a sdoganare il fascismo e la sua pseudo ideologia”, spiegano in una nota. “Non possiamo più tacere, non ci si può girare più dall’altra parte. Il fascismo va combattuto giorno per giorno, parola per parola, colpo su colpo. Esprimiamo alla famiglia Corritore la nostra massima solidarietà e chiediamo a tutte le forze politiche della nostra città di associarsi alla più ferma condanna del vile gesto compiuto”, conclude. Sull’accaduto sono in corso le indagini delle forze dell’ordine, che stanno verificando la presenza di telecamere utili, anche nelle vie di accesso e uscita del cimitero.”Il vile sfregio operato nel cimitero di San Giovanni Rotondo alla stele del partigiano Matteo Corritore è un atto grave e inqualificabile che deve trovare la condanna di tutti i democratici dell’intera Capitanata. Esso si nutre del nuovo clima politico che tende a sdoganare e rivalutare il fascismo e fare della violenza la cifra del confronto politico. L’Anpi di Capitanata fa appello all’unita’ di tutte le forze antifasciste perché si faccia barriera contro questi rigurgiti e chiede alle autorità preposte di far rispettare lo spirito e la lettera della Costituzione”, il commento di Michele Galante, presidente Anpi di Capitanata.

 

 

COMMENTI

WORDPRESS: 0