L’auto diventa sempre più cara, anche quando deve essere riparata. Accanto al balzo nei prezzi di listino, il 2025 ha segnato l’aumento del costo de

L’auto diventa sempre più cara, anche quando deve essere riparata. Accanto al balzo nei prezzi di listino, il 2025 ha segnato l’aumento del costo dei pezzi di ricambio delle vetture a quattro ruote, così come degli interventi di manutenzione, delle assicurazioni e di molto altro ancora. A lanciare l’allarme è Federcarrozieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, che ha passato in rassegna i dati Istat sull’andamento del comparto automotive.L’usato diventa più economico
Migliorie e piccoli ritocchi sono risultati più dispendiosiv che in passato: per accessori e pezzi di ricambio gli automobilisti hanno speso in media il 2% in più rispetto all’anno precedente, per interventi riparativi e di manutenzione quasi il 3% in più. “Il comparto delle autoriparazioni da un lato risente ancora dell’impennata dei prezzi dei ricambi scattata a seguito di guerra in Ucraina, caro-energia e crisi geopolitiche internazionali, dall’altro l’ingresso sul mercato di autovetture altamente tecnologiche, quelle full electric, richiede interventi sempre più specializzati e con personale qualificato, con un aggravio dei costi a carico delle imprese del settore”, spiega Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri.
Quanto al nuovo, i prezzi di listino delle auto alimentate a benzina sono saliti dell’1,3%, mentre per diesel e ibride o elettriche i rincari sono stati più contenuti, rispettivamente dello 0,6 e dello 0,4 per cento. Pesano i dubbi sul futuro del diesel e i relativi limiti alla circolazione delle auto, che hanno prodotto un crollo delle immatricolazioni per le vetture alimentate a gasolio. A diventare più economico, invece, è il mercato dell’usato, che segna un calo dei prezzi medi del 2,2% (-2,7% le auto diesel, -1% quelle a benzina, -2,7% le ibride o elettriche).La lista dei rincari continua, anche nel 2026
La lista di rincari non è terminata: gli automobilisti italiani, infatti, hanno speso il +1,6% per l’affitto di garage e posti auto, +2,4% per i parcheggi, +1,3% per i pedaggi e addirittura il 5% in più per il noleggio di mezzi di trasporto e le auto in sharing. Anche le assicurazioni sui mezzi di trasporto proseguono la corsa al rialzo, segnando un aumento medio +5,3% sul 2024. In compenso, per i rifornimenti di gasolio la spesa è scesa del -3,5% su anno, mentre un pieno di benzina è costato in media nel 2025 il 4,6% in meno.“Se il 2025 si chiude con una raffica di rincari a carico dei proprietari di automobili, il 2026 non si è certo aperto con notizie positive per gli automobilisti”, rimarca Galli. Dal primo gennaio, infatti, sono aumentati sia i pedaggi autostradali (in media dell’1,5%), sia delle accise sul gasolio, sia alcune polizze assicurative, come quelle per l’assistenza stradale e gli infortuni del conducente. “Alcune Regioni hanno poi optato per una revisione del bollo auto, con aumenti fino al +10%”, conclude.


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