Il Sogno di Manfredi

A Manfredonia, il mese di gennaio è storicamente significativo, in particolare per la fondazione stessa della città. La nascita di Manfredonia no

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A Manfredonia, il mese di gennaio è storicamente significativo, in particolare per la fondazione stessa della città.
La nascita di Manfredonia non rappresenta soltanto la fondazione di un centro abitato, ma costituisce l’atto politico e visionario finale della dinastia Hohenstaufen in Italia. Nel gennaio del 1256, il principe Manfredi di Sicilia, figlio dello Stupor Mundi Federico II, si trovava nel Gargano per una battuta di caccia quando si imbatté nello scenario spettrale dell’antica Siponto. La città, un tempo fiorente porto adriatico, era ormai ridotta a un cumulo di macerie dai terremoti e resa invivibile dall’impaludamento, che esponeva la popolazione al costante flagello della malaria.
Mosso da un senso di pietà regale e da una chiara lungimiranza politica, Manfredi decise di non restaurare il vecchio insediamento, ma di fondare una nuova metropoli due miglia più a nord. Scelse un terrazzo naturale affacciato sul mare, una posizione più elevata, salubre e strategicamente superiore.
A differenza del tipico sviluppo spontaneo e caotico dei borghi medievali, Manfredonia fu concepita come una “città ideale”. Il progetto seguiva una rigorosa pianta ortogonale a scacchiera, con vie ampie e ariose che favorivano sia il commercio che l’efficacia difensiva. Il fulcro di questa pianificazione era il Castello, progettato per essere al contempo un baluardo inespugnabile contro le incursioni marittime e una raffinata dimora reale rivolta verso l’Adriatico.
L’aspetto più audace della fondazione risiede nel nome. In un’epoca in cui la toponomastica era legata alla geografia o alla religione, Manfredi scelse l’auto-celebrazione, chiamò la città Manfredonia, richiamando la grandezza degli imperatori dell’antichità come Alessandro Magno e Costantino.
Uomo di raffinata cultura e appassionato di dottrine esoteriche, il sovrano volle che la nascita della città fosse protetta dal favore degli astri. Consultò gli astrologi di corte e fissò la posa della prima pietra per il 23 aprile, giorno consacrato a San Giorgio, simbolo della cavalleria e protettore della dinastia sveva. La città doveva essere la “Porta del Sole” del suo regno, un luogo baciato dalla fortuna celeste.
Per dare vita al nuovo centro, nel 1263 Manfredi concesse importanti sgravi fiscali per attirare coloni e mercanti. Tuttavia, il suo sogno fu bruscamente interrotto nel 1266 dalla sua morte nella battaglia di Benevento. Con l’ascesa degli Angioini, Carlo I d’Angiò tentò di cancellare l’eredità sveva attraverso una sistematica opera di damnatio memoriae, cercando di rinominare la città Sipontum Novella.
Il tentativo di cancellazione fallì a causa della strenua opposizione dei cittadini, i quali rimasero profondamente legati all’identità conferita dal loro fondatore.
Oggi Manfredonia sopravvive come l’unica città italiana che fu battezzata direttamente dal suo fondatore con il proprio nome e lo conserva ancora orgogliosamente.

manfredonia ricordi

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