«C’è una profonda delusione per quello che sta accadendo al tratto della SS89 che collega la zona Amendola alla zona industriale di Manfredonia.


«C’è una profonda delusione per quello che sta accadendo al tratto della SS89 che collega la zona Amendola alla zona industriale di Manfredonia.
Oggi mi sono reso conto che i lavori non solo sono stati bloccati ma l’intero cantiere è stato rimosso. Dopo decenni di attese, dopo decine di morti e centinaia di incidenti, finalmente erano iniziati i lavori per mettere in sicurezza una delle arterie più pericolose del nostro territorio. Un intervento atteso da anni, necessario, non più rinviabile.
Un’opera che non serviva solo a salvare vite umane, ma anche a valorizzare l’abbazia di San Leonardo, a migliorare i collegamenti, a dare dignità e sicurezza a un’area strategica per lo sviluppo della città e dell’intero comprensorio».
È l’incipit della vibrata denuncia postata da Massimo Ciuffreda, ex consigliere comunale, che focalizza l’ultimo tratto di una lunga, dolorosa, sconfortante vicenda riguardante quell’arteria trafficatissima che congiunge il capoluogo daunio con il Gargano, passando per San Giovanni Rotondo, e quindi per Manfredonia, sede di due aree industriali e del porto adriatico.
Una vicenda che si tinge di giallo ma di una tonalità molto cupa, che rasenta la presa per i fondelli di popolazioni che aspettano le vengano riconosciuti e rispettati diritti fondamentali come quella della sicurezza sulle strade statali.
Nel maggio 2025 il ministro Salvini venne in provincia di Foggia per un sopralluogo, si disse, al cantiere Anas della strada Foggia-San Severo, presenti le maggiori autorità di Capitanata e Regione Puglia. Ebbene non ci fu alcun cenno al cantiere Anas per la Foggia-Manfredonia. Oggi sappiamo che è stato completamente rimosso. Senza che nessuno abbia dato una motivazione su tale iniziativa che fa aumentare i tanti oscuri “perché?” accumulatisi su quel tratto di SS89.
In quella occasione ricordammo il travagliato iter di un progetto di aggiornamento e messa in sicurezza di una strada esistente (non da costruire di sana pianta) che ha avuto inizio nel 2017 allorquando il CIPE, con delibera n. 65 del 7 agosto, approva lo schema di Contratto di programma 2016-2020 tra MIT e Anas, che prevedeva l’intervento sulla SS 89 Garganica, di lavori di razionalizzazione delle viabilità di San Giovanni Rotondo e realizzazione dell’asta di collegamento con il Capoluogo e Manfredoni per una spesa di 67.842.322 euro interamente finanziato.
Sono trascorsi oltre otto anni senza che quella bella delibera, ancorché ripetutamente richiamata ed esibita, abbia trovato la benché minima esecuzione. Tutto è rimasto come era. Traffico in difficoltà e incidenti a catena. Però sono stati rinnovati impegni e delibere che ripetevano le medesime indicazioni.
E dunque, 2019: delibera del CIPE n. 36 del 24 luglio 2019 che approvava l’aggiornamento del Contratto di programma 2016-2020 tra MIT e ANAS con il medesimo oggetto (il costo veniva arrotondato a 68.000.000 euro); maggio 2022: le competenti Commissioni di Camera e Senato, approvano pareri favorevoli sugli interventi strutturali sulla SS89, viabilità San Giovanni Rotondo – Manfredonia; dicembre 2022, l’ANAC ribadisce la realizzazione viabilità San Giovanni Rotondo e collegamento con Manfredonia; stessi impegni ribaditi con gli atti di aprile 2023, agosto 2023, agosto 2024.
A che gioco si sta giocando?
L’impianto del cantiere ai margini della strada interessata, aveva fatto sperare che fosse giunto il tempo che quelle opere venissero eseguite. Invece no: è arrivata la doccia gelata della rimozione del cantiere che configura un altro rinvio se non addirittura l’annullamento di quel progetto.
Il buon Massimo Ciuffreda chiama all’appello, i parlamentari della provincia di Foggia, Giandiego Gatta, Giandonato Kurtz La Salandra, Annamaria Fallucchi, Giorgio Lovecchio, Gisella Naturale; le neo consigliere e ai neo consiglieri regionali Raffaele Piemontese, Rossella Falcone, Rosa Barone, Antonio Tutolo, Nicola Gatta, Graziamaria Starace, Giannicola De Leonardis, chi oggi ha ruoli di rappresentanza e di governo: perché facciano sentire la propria voce, vigilino sui finanziamenti, si realizzi quello che è stato programmato e ripetutamente riprogrammato con relativi finanziamenti. Si ponga fine ad una storia che sa tanto di ridicolo.
Michele Apollonio

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