Allarme a Ippocampo, “l’erosione avanza e il Comune resta fermo.

A Manfredonia l’emergenza non è solo ambientale, ma amministrativa. A Ippocampo, storica località balneare del litorale sipontino, l’erosione cost

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A Manfredonia l’emergenza non è solo ambientale, ma amministrativa. A Ippocampo, storica località balneare del litorale sipontino, l’erosione costiera continua a divorare la spiaggia mentre il Comune sarebbe immobile, nonostante segnalazioni, studi tecnici, finanziamenti disponibili e una diffida formale rimasta senza risposta. Il risultato è un quadro sempre più allarmante, con settantametri di arenile già cancellati e circa duemilatrecento abitazioni, oltre ad attività commerciali e stabilimenti balneari, esposti a un rischio concreto di crolli e danni irreversibili.

Diffide ignorate e silenzio istituzionale
Il 31 ottobre 2025 il Supercondominio Ippocampo ha inviato l’ennesima diffida ufficiale a Comune, Regione e ministeri competenti, chiedendo l’avvio immediato degli interventi di difesa costiera, la definizione di un cronoprogramma certo e l’attivazione dei finanziamenti già disponibili. La diffida, firmata con l’assistenza del consulente Enzo Pece e dei legali Nicola Zingrillo e Pepe, è rimasta senza alcun riscontro. Un silenzio che, secondo i promotori, aggrava ulteriormente le responsabilità dell’amministrazione comunale.

Fondi disponibili mai utilizzati
La Regione Puglia ha comunicato per iscritto l’esistenza di finanziamenti pubblici destinabili alla difesa costiera. Risorse che, però, non sono mai state attivate dal Comune di Manfredonia, nonostante anni di solleciti formali. Nel frattempo, altri Comuni della stessa fascia costiera hanno programmato e realizzato opere di protezione. A Ippocampo, invece, non è partito alcun cantiere.

Il peso della Corte dei Conti
Il caso esplode in un contesto già segnato da una recente condanna della Corte dei Conti, che ha accertato responsabilità per oltre due milioni di euro di fondi pubblici spesi inutilmente dal Comune di Manfredonia per opere mai completate o collaudate. Un precedente che rende l’attuale immobilismo ancora più grave, con il rischio concreto di nuovi procedimenti per danno erariale e di azioni risarcitorie di entità potenzialmente enorme da parte di cittadini e operatori economici.

“Non è il mare, è lo Stato che non interviene”
“Da oltre vent’anni denunciamo questa emergenza – afferma Enzo Pece – abbiamo prodotto relazioni tecniche, documentazione fotografica, segnalazioni e diffide. Il Comune di Manfredonia è rimasto fermo. A questo punto non si può più parlare di ritardi: siamo davanti a una grave omissione istituzionale”. Secondo il Supercondominio, il danno ambientale e patrimoniale cresce di stagione in stagione, mentre il rischio per la sicurezza pubblica diventa sempre più immediato.

Ultimatum e possibili azioni legali
Se l’inerzia dovesse continuare, i firmatari della diffida annunciano il ricorso al TAR, segnalazioni alla Procura della Repubblica, nuovi esposti alla Corte dei Conti e l’avvio di una campagna mediatica nazionale permanente. “Dopo quanto già accertato dalla Corte dei Conti – conclude Pece – nessuno potrà più dire ‘non sapevamo’. Se Ippocampo affonderà, le responsabilità saranno chiare, documentate e pubbliche”.

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