La selezione per il titolo di Capitale italiana della cultura 2028 entra in una fase decisiva e accende l’attenzione sulla Puglia, presente con ca

La selezione per il titolo di Capitale italiana della cultura 2028 entra in una fase decisiva e accende l’attenzione sulla Puglia, presente con candidature di forte identità territoriale.La giuria composta da sette esperti indipendenti (presieduta da Davide Maria Desario e formata da Stefano Baia Curioni, Vincenzina Diquattro, Luca Galassi, Luisa Piacentini, Davide Rossi e Vincenzo Trione) è attualmente al lavoro al Dipartimento per le attività culturali per analizzare i dossier delle 23 città partecipanti. Al termine della valutazione sarà definita la lista delle dieci finaliste, che prenderanno parte a un’audizione pubblica prima della scelta conclusiva.La Puglia si presenta con due progetti che puntano sulla valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e antropologico. Galatina propone “Il sogno dei luoghi”, un concept che intreccia tradizione, creatività contemporanea e rigenerazione delle comunità. Gravina in Puglia, con il progetto “Radici al futuro”, mette al centro la relazione tra territorio, storia e visione europea, mentre Vieste concorre con “L’anima bianca della Puglia”, una narrazione che lega identità costiera, turismo sostenibile e cultura diffusa.Nella lista delle candidate non ci sono città lucane, dopo il percorso maturato negli anni successivi all’esperienza di Matera 2019, ma il confronto culturale in atto mantiene comunque un forte interesse nell’area, dato l’impatto che il titolo di Capitale italiana della cultura può generare sull’intero Mezzogiorno.Accanto alle realtà pugliesi, completano la rosa nazionale Anagni, Ancona, Bacoli, Benevento, Catania, Colle di Val d’Elsa, Fiesole, Forlì, Gioia Tauro, Massa, Mirabella Eclano, Moncalieri, Pieve di Soligo, Pomezia, Rozzano, Sala Consilina, Sarzana, Tarquinia, l’Unione dei Comuni della Città Caudina e Valeggio sul Mincio.

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