Il cielo di dicembre regala le stelle cadenti più belle del 2025

Ci sono appuntamenti abituali e novità da non perdere nel cielo del mese di dicembre 2025. Occhi puntati in alto a partire da venerdì 5 quando ci

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Dal 4 al 20 dicembre sono attive le Geminidi (fonte: Paolo Lottini via flickr) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Ci sono appuntamenti abituali e novità da non perdere nel cielo del mese di dicembre 2025. Occhi puntati in alto a partire da venerdì 5 quando ci sarà l’ultima superluna dell’anno e fino al 21, giorno del solstizio d’inverno.

La superluna fredda
Il primo appuntamento è venerdì 5 dicembre. La terza consecutiva e ultima superluna dell’anno sarà quasi l’8% più grande e il 15% più luminosa di una Luna Piena normale. Si trova al perigeo, la distanza minima da noi, a 356.961 km dalla Terra. Il nome di questo plenilunio è anche Luna delle Lunghe Notti, perché è la più vicina al solstizio d’inverno, il momento in cui la notte è molto più lunga del giorno. Come la definizione di Luna fredda viene dalla tradizione dei Nativi americani. Questa Luna si vede particolarmente alta nel cielo. Ne arriverà già una il 3 gennaio e sarà la quarta consecutiva.

Le Geminidi
Il picco dello sciame di meteoriti è atteso per il 13 dicembre, la notte di Santa Lucia, ma si possono vedere dal primo al 21 del mese. Si vedranno nel cielo, si spera limpido, più di 120 meteore all’ora nel momento di massima attività. Questo è un appuntamento tradizionale di dicembre che porta sempre uno degli sciami meteorici più abbondanti dell’anno. Vengono dalla direzione della costellazione dei Gemelli. Bisogna fare le ore piccole per vederle bene: il momento migliore è intorno all’una di notte, ma si possono ammirare dalle 21 alle 5 del mattino. Le Geminidi non sono generate da una cometa, ma dall’asteroide 3200 Phaethon.Le Geminidi non sono sole. Ci sono anche le Ursidi nel quadrante nell’Orsa minore. Lo sciame è attivo dal 17 al 26 dicembre. Sono 10 all’ora le stelle cadenti nella notte del picco, il 22 dicembre.

La cometa
Il 19 dicembre la cometa 3I/ATLAS passa a 269 milioni di km dalla Terra la distanza minima dal nostro pianeta. Si troverà tra l’orbita di Marte e quella di Giove. Serve il telescopio per vederla. La cometa è stata scoperta nel luglio 2025 dal sistema Atlas (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System). Arriva da un angolo lontano della Via Lattea forse da un sistema esterno e per questo ha suscitato ipotesi di ogni tipo, compresa quella della nave aliena: di certo è solo il terzo corpo celeste di questo tipo mai identificato, dopo 1I/’Oumuamua nel 2017 e 2I/Borisov nel 2019. Ha una traiettoria anomala e grande velocità, stimata in oltre 220.000 chilometri orari. Secondo le analisi del telescopio spaziale James Webb ha una composizione inedita: alta quantità di anidride carbonica, acqua e monossido di carbonio e una luce polarizzata.

Il solstizio d’inverno
In questo caso c’è data e ora: domenica 21 dicembre alle 16 e 04. Il solstizio non è un giorno, ma un momento, quello in cui il sole si trova alla massima distanza angolare rispetto al piano dell’equatore. Questo significa inverno nell’Emisfero Nord e minore numero di ore di luce, estate in quello Sud con le giornate più lunghe grazie al massimo irraggiamento del sole. Per l’emisfero boreale è il giorno più corto (quindi la notte più lunga che non è quella di Santa Lucia, il 13 dicembre), ma anche il momento in cui le giornate riprendono ad allungarsi e il sole ricomincia a salire verso l’equatore celeste.La definizione riportata dall’enciclopedia Treccani dice che è ciascuno dei due istanti durante l’anno solare in cui il Sole raggiunge la massima declinazione. D’estate (21 giugno) il Sole ha la sua massima altezza nell’emisfero nord e la minima nell’emisfero sud; viceversa in inverno (21 dicembre). La parola viene dal latino solis statio, sole e fermarsi.

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