A Casa Sollievo della Sofferenza esplode il conflitto tra medici e direzione dopo la proposta di un nuovo contratto ritenuto penalizzante. I sinda

A Casa Sollievo della Sofferenza esplode il conflitto tra medici e direzione dopo la proposta di un nuovo contratto ritenuto penalizzante. I sindacati proclamano lo stato di agitazione e valutano lo sciopero, mentre il direttore Gumirato nega tagli agli stipendi e richiama le difficoltà economiche legate a tariffe ferme da anni. La vertenza rischia di trasformarsi in una crisi senza precedenti per l’IRCCS di San Giovanni Rotondo.Tensione altissima a Casa Sollievo della Sofferenza, dove il confronto tra medici e direzione si è trasformato in una vera e propria crisi aperta. Dopo l’ultimo incontro sindacale, i camici bianchi hanno proclamato lo stato di agitazione e stanno preparando azioni che potrebbero sfociare in scioperi, iniziative legali e una mobilitazione pubblica di ampia portata.All’origine del conflitto c’è la proposta di applicare dal 1° marzo un nuovo contratto giudicato fortemente peggiorativo e inadatto a una struttura complessa come l’IRCCS di San Giovanni Rotondo. In reparto la reazione è stata durissima: molti medici parlano di “dichiarazione di guerra”, mentre la presenza del segretario nazionale ANMIRS, Donato Menichella, e di un legale sindacale conferma la gravità della situazione.I sindacati ipotizzano diverse motivazioni dietro la mossa della direzione, dal semplice tentativo di contenere i costi a strategie più articolate. L’interpretazione più accreditata è quella di una provocazione per spingere il confronto direttamente in Regione, rinviando gli effetti economici reali all’inizio del nuovo esercizio, a gennaio.Il direttore generale Gino Gumirato respinge tuttavia le accuse e ridimensiona le paure dei professionisti: nessun taglio agli stipendi – afferma – e nessun rifiuto pregiudiziale del CCNL. Le difficoltà derivano invece da un sistema che non garantisce risorse aggiuntive agli ospedali accreditati per coprire gli aumenti contrattuali, mentre le tariffe riconosciute restano invariate da oltre quindici anni, generando una sofferenza economica strutturale.Nel frattempo, il fronte sindacale prepara una mobilitazione dura: sciopero di più giorni in caso di mancato tavolo di raffreddamento, una campagna mediatica destinata anche alla stampa nazionale e alle istituzioni religiose, oltre a una serie di azioni legali per il recupero delle ore aggiuntive non pagate.La vertenza rischia così di trasformarsi in una delle crisi più delicate nella storia dell’ospedale fondato da Padre Pio, con uno scontro che potrebbe prolungarsi e incidere profondamente sulla vita della struttura e dei suoi professionisti.


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