È terminato ieri 28 novembre il primo censimento degli autovelox italiani, lo comunica il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo a

Stop al primo censimento degli autovelox italiani, lo comunica il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo aver chiuso la piattaforma dedicata alla raccolta dei dati, attiva fino a ieri 28 novembre. Enti locali e Forze dell’Ordine che non hanno comunicato i dati degli autovelox italiani dovranno quindi spegnere tali dispositivi da ieri 29 novembre, con annullamento di tutte le multe eventualmente inflitte.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti informa che è online l’elenco ufficiale dei dispositivi e sistemi di rilevamento della velocità autorizzati sul territorio nazionale – si legge sul sito del Dicastero stesso – La pubblicazione arriva alla scadenza dei tempi previsti per il censimento nazionale. Oggi [28 novembre. N.d.R.], infatti, scadono i termini per l’invio dei dati da parte delle amministrazioni e degli enti da cui dipendono gli organi di polizia stradale. Si tratta di un passaggio essenziale per garantire la piena legittimità d’uso degli strumenti di accertamento delle violazioni dei limiti di velocità
La Piattaforma di censimento autovelox
Con il decreto n. 305 del 18 agosto 2025 il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sanciva l’istituzione di una piattaforma digitale per la trasmissione dei dati relativi ai dispositivi o sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità (autovelox).
“La comunicazione dei dati relativi ai dispositivi o sistemi di cui al comma 1 da parte delle amministrazioni e degli enti competenti è condizione necessaria per il legittimo utilizzo dei dispositivi”si leggeva chiaramente nel testo (art. 1 comma 2)
Cosa accade da oggi 29 novembre 2025
A partire da sabato 29 novembre, quindi, gli autovelox non censisti sono, di fatto, illegittimi e le multe elevate da questi dispositivi nel censimento saranno a tutti gli effetti nulle.
Rimane tuttavia ancora in piedi il problema dell’omologazione – spiega infatti il Codacos – Il caos autovelox dura oramai da 20 mesi, da quando cioè la Cassazione ad aprile 2024 ha stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati. Oggi quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili, oltre a non essere omologato, è stato approvato prima del 2017, data che fa da spartiacque in tema di omologazione e possibile utilizzo degli apparecchi, con conseguente valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati
La situazione non è dunque del tutto chiarita, ma il censimento è di certo un primo passo.
L’elenco degli autovelox censiti è disponibile a questo link.
Fonti: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti / Codacons


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