OPI pugliesi: “Sostituire infermieri con OSS è pericoloso”

Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Puglia  esprimono una forte opposizione alla delibera regionale che consente alle RSA per persone

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Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Puglia  esprimono una forte opposizione alla delibera regionale che consente alle RSA per persone non autosufficienti di sostituire fino al 50% del personale infermieristico con operatori socio-sanitari fino al 31 dicembre 2025. I tre Ordini sottolineano che l’assistenza infermieristica è un atto sanitario complesso e non può essere svolto da figure di supporto, il cui ruolo è considerato complementare e non sostitutivo.

Secondo i Consigli Direttivi, la misura introduce una deroga sostanziale agli standard minimi previsti per il personale sanitario nelle strutture residenziali, incidendo su funzioni e responsabilità che la normativa statale attribuisce all’infermiere. Una decisione che, a loro avviso, rischia di entrare in conflitto con la legislazione di settore e con i principi che tutelano la sicurezza delle cure e la continuità assistenziale.

Gli Ordini avvertono che la delibera potrebbe determinare una compressione delle competenze professionali sancite dalla normativa nazionale e dal codice deontologico, con possibili profili di illegittimità e ricadute sulla tutela della salute dei pazienti. Per questo motivo gli OPI si dichiarano pronti ad attivare tutte le iniziative necessarie, anche in sede giurisdizionale, per impugnare il provvedimento qualora non venga ritirato.

Chiedono inoltre il ritiro immediato della delibera e l’apertura di un tavolo di confronto con la Regione Puglia, le parti sociali, le rappresentanze datoriali e sindacali, con la partecipazione degli Ordini territoriali e della Federazione Nazionale degli OPI. Tra le proposte avanzate: piani di reclutamento condivisi, incentivi alla stabilizzazione, percorsi formativi mirati e programmi di mobilità regionale e nazionale, evitando soluzioni che possano compromettere la qualità dell’assistenza.

Gli Ordini ricordano che il profilo dell’infermiere è definito da norme statali e che ogni modifica alle competenze deve essere supportata da adeguate valutazioni e da un quadro normativo chiaro. Rivolgono infine un appello alle istituzioni regionali affinché la delibera venga revocata e si avvii un percorso di confronto che tuteli la sicurezza dei pazienti e il ruolo dei professionisti sanitari, invitando cittadini e famiglie a sostenere ogni azione volta alla difesa del diritto alla salute delle persone più fragili.

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