La Puglia di fronte alla sfida della riconversione

In vista delle elezioni regionali, la Fondazione Merita, in collaborazione con lo European University Institute, propone un'analisi e un'agenda di

Bandiere Blu. 2022
Made in Italy, nuova bozza di 50 articoli, entra la pasta
OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO. PROROGA AL 30 GIUGNO 2020

In vista delle elezioni regionali, la Fondazione Merita, in collaborazione con lo European University Institute, propone un’analisi e un’agenda di priorità nel Manifesto per la Crescita della Puglia (anticipato da Buti e De Vincenti su Il Sole 24 Ore del 18 settembre).

La Puglia mostra segnali positivi emersi dal doppio shock di crisi finanziaria e pandemia:

  • Dal 2015 al 2023, il PIL pro capite è aumentato di quasi il 13%, superando le medie nazionali e del Mezzogiorno.
  • I tassi di disoccupazione e NEET sono stati sostanzialmente ridotti.

Le Fondamenta Fragili: Stagnazione della Produttività e Settori a Basso Valore Aggiunto

Nonostante la dinamica macroeconomica positiva, le basi risultano fragili: la produttività del lavoro è stagnante e la crescita dell’occupazione è polarizzata verso settori a basso valore aggiunto, come turismo, commercio e ristorazione, a scapito del manifatturiero.

  • Il valore aggiunto per ora lavorata regionale è rimasto pressoché invariato rispetto agli inizi del secolo, evidenziando un gap rispetto all’Italia e al Sud che risale al triennio 2005-2008 e non è più stato colmato.
  • Questo deterioramento comparativo è imputabile al cambiamento della struttura produttiva: dal 2004, commercio e turismo hanno guadagnato sei punti percentuali di quota sul valore aggiunto regionale, mentre l’industria ha perso tre punti.
  • Gli investimenti fissi lordi nel settore industriale sono ancora inferiori ai livelli di venticinque anni fa, nonostante una parziale ripresa recente.
  • Le esportazioni crescono meno del resto del Paese e del Mezzogiorno, con una contrazione preoccupante nel 2024-25.

Questa debolezza strutturale e l’insufficienza degli investimenti industriali si riflettono sui salari, che in termini reali perderanno circa il 10% dal 2010 al 2023. A ciò si aggiunge la debolezza del capitale umano: solo un giovane su quattro (24,4%) tra i 25 e i 34 anni possiede una laurea, e il saldo migratorio studentesco è fortemente negativo.


Punti di Forza e Proposte Strategiche 🚀

Queste criticità sono mitigate da vantaggi strutturali pugliesi come una maggiore concentrazione urbana rispetto ad altre regioni meridionali, una minore incidenza della criminalità organizzata e migliori capacità amministrative. Sfruttare questi punti di forza richiede una strategia focalizzata sulla riconversione produttiva e sulla creazione di poli metropolitani innovativi.Per invertire la rotta, il Manifesto propone le seguenti priorità politiche:

  1. Potenziamento della Rete di Trasporto: Rafforzare la rete di trasporto intermodale (porti, aeroporti, ferrovie) per favorire l’aggregazione di forze produttive e della conoscenza, sviluppando la logistica e connettendo imprese e centri di innovazione.
  2. Gestione delle Crisi Industriali: Affrontare le crisi dei siti industriali con misure di riconversione, evitando preclusioni ideologiche e promuovendo infrastrutture energetiche che riducano i costi per l’industria.
  3. Revisione della Spesa per la Coesione: Orientare i fondi in modo selettivo verso settori ad alto valore aggiunto e aziende a maggiore impatto strutturale (un riallineamento che la Regione ha già parzialmente avviato con le politiche di incentivazione).

COMMENTI

WORDPRESS: 0