Sanità, trattative in stallo: farmacisti verso lo sciopero nazionale

È un autunno caldo sul fronte dei rinnovi contrattuali nel settore sanitario. Dopo l’intesa per il contratto del comparto sanità, si aprono nuove

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È un autunno caldo sul fronte dei rinnovi contrattuali nel settore sanitario. Dopo l’intesa per il contratto del comparto sanità, si aprono nuove trattative per medici ospedalieri, farmacisti e collaboratori, ma non mancano le tensioni.Il tavolo che riguarda circa 60mila lavoratori delle farmacie private è saltato dopo la sospensione della trattativa da parte di Federfarma, decisione che ha scatenato la reazione dei sindacati di categoria. “Una scelta di gravità inaudita che mette in discussione mesi di lavoro”, denunciano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, annunciando una mobilitazione nazionale che potrebbe culminare in uno sciopero generale del settore.Dal canto suo, Federfarma replica che “non è arrivato alcun segnale concreto di disponibilità dai sindacati” e che la minaccia di uno sciopero “non favorisce il dialogo né il rinnovo del contratto”.Tensioni anche sul fronte dei medici ospedalieri, con la trattativa all’Aran per il contratto 2022-2024 che riguarda oltre 130mila dirigenti sanitari, veterinari e professionisti del SSN. Dopo l’incontro del 1° ottobre, le parti torneranno a sedersi il 15 ottobre. Le risorse stanziate ammontano a 1,2 miliardi di euro, pari a un incremento medio del 7,27% e a 491 euro mensili per tredici mensilità. “Vogliamo chiudere presto questo contratto scaduto per poi avviare subito quello 2025-2027”, ha dichiarato Pierino Di Silverio, segretario di Anaao Assomed.In avvio anche la trattativa per i medici di medicina generale, circa 37mila professionisti, che il 15 ottobre incontreranno la Sisac per l’Accordo collettivo nazionale 2022-2024. “Ci auguriamo di chiudere l’intesa entro dicembre e avviare quella successiva entro giugno”, ha spiegato Silvestro Scotti, segretario nazionale Fimmg.Ad oggi, l’unico contratto già definito resta quello del comparto sanità firmato a giugno, che coinvolge oltre 580mila dipendenti tra infermieri, ostetriche, tecnici e personale amministrativo, con aumenti mensili tra 150 e 172 euro.Il clima resta teso: tra scioperi annunciati e tavoli di confronto in bilico, l’autunno si preannuncia decisivo per il futuro del sistema sanitario italiano.

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