Monta la protesta nel mondo agricolo pugliese. Alle Borse Merci di Bari e Foggia, i delegati di CIA Agricoltori Italiani di Puglia hanno espresso

Monta la protesta nel mondo agricolo pugliese. Alle Borse Merci di Bari e Foggia, i delegati di CIA Agricoltori Italiani di Puglia hanno espresso voto contrario alle quotazioni del grano duro nazionale, denunciando violazioni delle norme sulle pratiche commerciali sleali e prezzi inferiori ai costi di produzione.La decisione è stata formalizzata a verbale da Giuseppe Creanza, direttore di CIA Levante Bari-Bat, e da Silvana Roberto, rappresentante di CIA Capitanata: “Esprimiamo voto contrario alla quotazione in quanto è palese che vi sono violazioni rispetto al decreto legislativo 198/2021 sulle pratiche commerciali sleali e alla legge 101/2024, con quotazioni inferiori ai costi di produzione rilevati da ISMEA”.La denuncia arriva a pochi giorni da quella presentata da CIA Puglia all’Istituto per il Controllo della Qualità e la Repressione delle Frodi (ICQRF) del Ministero dell’Agricoltura, con l’obiettivo di accertare le cause del crollo dei prezzi del grano duro al di sotto dei costi di produzione, stimati da ISMEA tra 302,9 e 318 euro a tonnellata, mentre le quotazioni attuali si aggirano intorno ai 280 euro.“Vendendo il loro grano, i produttori non riescono nemmeno a coprire i costi – ha dichiarato Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani -. Dal 2022 i prezzi al produttore sono crollati del 44%, mentre quelli della pasta sono aumentati del 23% e del 30% per il pane. È una distorsione inaccettabile della filiera”.La Confederazione chiede l’applicazione piena delle misure del piano “Granaio Italia” e un nuovo intervento urgente da parte del Governo e dell’Unione Europea per garantire un prezzo equo e trasparente ai cerealicoltori.“Invitiamo i consumatori italiani a scegliere pasta 100% di grano italiano per difendere la salute, la qualità e i nostri produttori – aggiunge Sicolo -. Serve un commissario straordinario per fermare questa spirale di speculazioni che sta portando migliaia di aziende sull’orlo del collasso”.Dal 2023, CIA Agricoltori Italiani ha promosso una campagna nazionale in difesa del grano duro, raccogliendo quasi 100mila firme, l’adesione di 50 Comuni del grano rappresentanti oltre 1,4 milioni di cittadini e organizzando manifestazioni a Foggia, Bari e Roma.


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