TUTTO CONGELATO AL PARCO DEL GARGANO

Il segretario regionale azzurro “per perdere con dignità”? Intanto, non è ancora conclusa la telenovela sul futuro dell’ente garganicoMancano tre

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Il segretario regionale azzurro “per perdere con dignità”? Intanto, non è ancora conclusa la telenovela sul futuro dell’ente garganicoMancano tre settimane alle elezioni regionali 2025 delle Marche: si vota il 28 e il 29 settembre. Le Marche sono la prima regione al voto e potrebbero essere determinanti anche per gli assetti del centrodestra in Puglia. Fonti romane fanno sapere che l’indicazione del candidato presidente del centrodestra potrebbe verosimilmente slittare fino al risultato marchigiano.Il presidente uscente Francesco Acquaroli esponente di spicco dei Fratelli d’Italia è in leggero vantaggio, secondo gli ultimi sondaggi, ma lo sfidante del centrosinistra, lo storico sindaco di Pesaro Matteo Ricci è a pochissimi punti di distanza. E le Marche come si sa sono sempre state una regione rossa prima di Acquaroli.Se il presidente meloniano uscente dovesse perdere, il forzista Mauro D’Attis in Puglia, così pronto a correre come dichiarato un po’ dappertutto e in particolare a Manfredonia, potrebbe essere scavalcato da Marcello Gemmato o Francesco Ventola, poiché i Fratelli d’Italia, perse le Marche, potrebbero aver bisogno di riequilibrare le proprie forze al Sud. L’obiettivo secondo molti è “perdere con dignità” contro Antonio Decaro e assicurare una propria pattuglia in Consiglio.Intanto rimane accesa in Forza Italia la questione Parco del Gargano. Voci vicine al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin riferiscono che c’è stato il superamento o meglio il tradimento del patto politico.Nella terna azzurra offerta da Forza Italia al Ministro e composta da Raffaele Di Mauro, Vincenzo D’Errico e la vichese Tiziana Casavecchia, era chiaro sin dall’inizio che il presidente sarebbe dovuto essere Raffaele Di Mauro tant’è che è stato nominato commissario dell’Ente. Il suo nome aveva avuto il placet di entrambe le commissioni Ambiente di Camera e Senato, ma come si sa è stato “segato” dalla preferenza espressa dal governatore Michele Emiliano che ha opzionato l’imprenditore turistico di Rodi Garganico Vincenzo D’Errico, nome da sempre legato all’onorevole Giorgio Lovecchio.Cosa dice però la procedura? Non è Emiliano che può nominare il presidente, è il ministro che deve firmare il decreto di nomina. Un decreto che al momento non c’è e che potrebbe essere rinviato e congelato a dopo le elezioni regionali pugliesi, quando ci sarà un nuovo presidente della Regione Puglia.Gli azzurri scommettono nella riapertura di tutto l’iter e in una nuova terna, in cui sarà oero riproposto il nome di Raffaele Di Mauro, che oggi rimane comunque commissario.“Lovecchio avrebbe dovuto richiamare il suo uomo e non fargli perpetuare a mezzo stampa la violazione del patto politico. Il Ministro non nominerà nessuno”, dice un forzista fuori dai denti.

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