Borello di rigore, il Foggia cede al Giugliano

Il ‘De Cristofaro’ si conferma terra indigesta per il Foggia, che ancora una volta esce dal campo con un pugno di mosche in mano. Festeggia Mirko

Due auto incendiate durante il passeggio domenicale a Monte Sant’Angelo. Episodi forse collegati
Fuga dalla Lega, Giandiego Gatta fa il pieno di rientri in Forza Italia: torna anche il foggiano Paolino La Torre
“IL SILENZIO NON FA PER NOI”: GIOVEDÌ 28 MARZO MANIFESTAZIONE ANTIMAFIA A MONTE SANT’ANGELO

Il ‘De Cristofaro’ si conferma terra indigesta per il Foggia, che ancora una volta esce dal campo con un pugno di mosche in mano. Festeggia Mirko Cudini, che trova la vittoria a pochi giorni dal suo approdo a Giugliano, contro la sua ex squadra diretta dal suo ex tecnico Rossi. Un successo giunto al termine di una gara poverissima di contenuti tecnici e di occasioni, nella quale i satanelli si sono fatti preferire nella prima frazione, senza tuttavia mai impensierire l’estremo difensore Russo. Non che il Giugliano abbia fatto di più. La squadra di casa ha potuto beneficiare del maldestro intervento difensivo di Staver, che ha sgambettato l’ex rossonero Balde, causando il rigore decisivo e spezzando l’equilibrio. Il Foggia, dunque, resta a zero punti. La speranza è che lunedì, quando si discuterà il ricorso in Appello del club contro la penalizzazione, i satanelli possano guadagnare qualche posizione prrima del match con il Latina. Poi, toccherà a Rossi trovare la quadra a una squadra che anche oggi ci ha messo il cuore e la buona volontà, valori che però non portano punti se si è offensivamente inconsistenti.

PRIMO TEMPO – Il convulso finale di mercato è servito a completare la rosa, ma i tempi ristretti suggeriscono la continuità. E dunque Rossi conferma il 3-5-2 di sabato scorso, con la sola eccezione dei due quinti, Valietti e Morelli, che bene si erano disimpegnati con il Sorrento e si prendono la titolarità a discapito di WInkelmann e Panico. Il caso ha voluto che la ‘prima’ di Cudini sulla panchina del Giugliano giunga proprio contro il Foggia, di cui assunse la guida dopo il dietrofront di Rossi. L’ex Pineto e Ascoli riparte dal 4-3-3 e dal tridente Borelli-Nepi-Njambe. Pericoloso sulla carta. Solo su quella, perché i riscontri del campo dicono ben altro. In generale la partita offre davvero poco in termini di contenuti tecnici: si lotta tanto, si pensa poco. Astenersi giochisti e cultori dell’estetica. Volendo immaginare un’analisi pugilistica, ai punti qualcosa prevarrebbe la squadra ospite. La percentuale di tempo trascorso nella metà campo avversaria premia i satanelli, che però stentano (e non poco) quando bisogna alzare il livello delle giocate. Insomma, manca qualità nell’ultimo passaggio, oltre che gente in grado di riempire l’area come si deve. A cominciare dalla punta, visto che il pur generoso Bevilacqua si rivela a dir poco evanescente. Dall’altra parte, le cose vanno ancora peggio: se non fosse per una uscita sconclusionata di Borbei, che per poco non consente a Njambe di andare in gol (ottima chiusura di Valietti), il taccuino delle occasioni (o pseudo tali) resterebbe intonso.

SECONDO TEMPO – Come col Sorrento, Rossi cambia subito il quinto a sinistra: Panico e Morelli si scambiano i ruoli di sostituente e sostituito. L’ex Sorrento si rende subito protagonista di una delle pochissime iniziative offensive, dalla quale scaturisce la prima delle due chiamate all’Fvs, che i rossoneri si giocano nel giro di tre minuti nella ricerca di un penalty, per un fallo di mano prima e un “abbraccio” poi. In entrambe le occasioni, i rossoneri non ottengono il cambio di decisione. La gara del Foggia, dal punto di vista offensivo, finisce lì. La sola generosità di D’Amico non basta: Rossi gli cambia il partner, ma Sylla, non va oltre una fuga palla al piede, anche perché le palle invitanti per le punte scarseggiano. Così come non offre granché la panchina dei satanelli. A differenza di quella del Giugliano, dalla quale Cudini pesca l’ex Foggia Balde. Il fratellino del più noto Keita ci mette tre minuti per determinare, quando penetra in area e l’ingenuo Staver lo stende in area. Borello realizza e ringrazia. Game over. Gli innesti di Winkelmann e Pazienza sono buoni più per le statistiche. Al gol ci va vicino il Giugliano con Nepi, che spreca un rigore in movimento. Poco male per i campani, che confermano la buona tradizione con i satanelli.

Giugliano-Foggia 1-0: il tabellino

GIUGLIANO (4-3-3) Russo; D’Avino, Laezza, Caldore, La Vardera (46’st Acampa); Zammarini, Prezioso (32’st Peluso), D’Agostino (19’st Forciniti); Borello, Nepi (46’st Prado), Njambe (32’st Balde). A disposizione: Bolletta, Minei, Del Fabro, Lops, Milan. Allenatore: Cudini

FOGGIA (3-5-2) Borbei; Buttaro, Staver, Rizzo (21’st Olivieri); Valietti (37’st Winkelmann), Garofalo, Petermann (37’st Pazienza), Castorri, Morelli (1’st Panico); Bevilacqua (11’st Sylla), D’Amico. A disposizione: Testa, Magro, Bignami, Minelli, Fossati, Oliva, Byar, Agnelli, Pellegrino. Allenatore: Rossi

Arbitro: Ramondino

Assistenti: Petrov di Roma 1 – Mezzalira di Varese

Quarto ufficiale: Ubaldi di Roma 1

Marcatori: 35’st rig. Borello (G)

Ammoniti: Rizzo (F), Prezioso (G), Panico (F)

 

COMMENTI

WORDPRESS: 0