Regionali in Puglia, l’incubo del centrosinistra: il dietrofront di Decaro e la ricerca di un altro candidato

Anche ieri sera Antonio Decaro ha voluto incontrare i suoi «lettori», sperando che diventino «elettori». È stato a Gravina in Puglia per presentar

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30 ago 2025

Anche ieri sera Antonio Decaro ha voluto incontrare i suoi «lettori», sperando che diventino «elettori». È stato a Gravina in Puglia per presentare il libro che ha scritto per Solferino ( Vicino ) sul proprio ventennale percorso politico: ennesima presentazione, ne ha fatto a decine, quasi una al giorno da due mesi in qua.
Troppe per pensare che voglia darsi a un futuro da scrittore.
Piuttosto si vede che vuole tenere caldo il rapporto con quella Puglia che lo ha spedito a Bruxelles con una valanga di voti. Ma mentre lui gira, il clima sulle Regionali è di stallo completo.
L’incontro a Roma

Proveranno i leader nazionali, nella prossima settimana, a sbrogliare la matassa. Per ora siamo al braccio di ferro: Decaro per correre da presidente chiede che Nichi Vendola (Avs) e Michele Emiliano (Pd), non siano schierati nelle rispettive liste, così che nel prossimo Consiglio regionale non siedano due ex governatori. Solo che nessuno accenna alla retromarcia.
«Sono abituato ai passi avanti e non indietro», ha dichiarato Vendola l’altra sera. Come dire: Avs non intende soggiacere al veto dell’eurodeputato.
Clima teso, si pronunciano parole taglienti, sia pure a microfoni spenti. Dalle parti di Avs dicono così: o Decaro revoca il veto su Vendola oppure rinunci alla corsa da governatore. Decaro non fa dichiarazioni, chi lo conosce dice che «ha già tutto deciso». La decisione sarebbe quella nota: candidatura a presidente solo se Vendola ed Emiliano non saranno in lista.

Lo stallo nel Pd

Lo stallo è evidente: il rischio incombente, evocato da più parti, è che Decaro si sfili dalla corsa, mettendo il centrosinistra nella spiacevole condizione di cercare un’alternativa. Qualche nome si fa: da Francesco Boccia alla presidente del Consiglio regionale Loredana Capone. Ma, disponibilità degli interessati a parte, ci sarebbe tutto da preparare. Ecco perché dal Nazareno salgono le pressioni su Decaro perché ammorbidisca la propria posizione: almeno su Vendola, visto che il primo obiettivo della leader Elly Schlein, in questo tornante, è non compromettere l’alleanza con Avs: sia alle Regionali, sia in prospettiva alle prossime Politiche. «Noi di Avs — sostiene Angelo Bonelli — non abbiamo mai posto veti su Decaro. Anzi confermiamo tutta la nostra stima nei suoi confronti. Se nel dibattito pugliese si pone l’ipotesi di Vendola come candidato presidente (ipotesi affacciata giorni fa, ndr ) lo si fa solo come eventualità nel caso in cui Decaro decidesse un passo indietro».
Il governatore uscente

Tace l’altro interessato: il governatore uscente Emiliano. Ma il suo caso viene declinato come vicenda interna, cui il Pd rimedierà, con possibili compensazioni, non appena possibile.
Il clima nel partito è tuttavia incandescente. Ieri sulle Regionali pugliesi è intervenuto Vincenzo De Luca. Il governatore campano le ha definite «cabaret politico». Ha poi parlato di Decaro, senza citarlo: «C’è un ipotetico candidato che pone veti, evidenziando anzitutto maleducazione. Ridicola la posizione su Vendola, dirigente non del Pd ma di un altro partito, tra l’altro iniziatore di una svolta amministrativa in Puglia. Io non mi permetterei mai». De Luca interessato alla Puglia?
Non proprio. Dietro le sue parole ci sarebbero dinamiche congressuali. Decaro è espressione della corrente Bonaccini che non avrebbe offerto tutele adeguate a De Luca sulle vicende campane: dal terzo mandato al protagonismo politico del figlio Piero. Ora De Luca è schierato con Schlein, dopo averla duramente criticata, mentre Decaro e Bonaccini stanno sulla parte opposta della barricata. Il congresso del Pd è vicino.

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