LA FESTA che Manfredonia dedica alla sua santa Patrona, Maria Santissima di Siponto, è per tanti aspetti, il leitmotiv della storia di questa citt

LA FESTA che Manfredonia dedica alla sua santa Patrona, Maria Santissima di Siponto, è per tanti aspetti, il leitmotiv della storia di questa città nata per gemmazione dall’antica Siponto. L’evoluzione rappresentativa della maggior Festa cui i manfredoniani sono legatissimi, segue infatti l’evolvere dei tempi. Riferimenti storici certi dei suoi inizi, risalgono al 1327, quando la sede arcivescovile passò da Siponto a Manfredonia. Della celebrazione in Siponto fa fede il grande affresco di Natale Penati in Cattedrale.
UN LEGAME forte della comunità locale per la venerata santa Patrona, andatosi via via rafforzando soprattutto verso la metà del XVI secolo grazie alle figure di Fr. Dionisio De Robertis e il cardinale Vincenzo Maria Orsini, poi Papa Benedetto XIII. Oltre alla Madonna di Siponto, Manfredonia si fregia della protezione di altri due patroni: San Lorenzo Maiorano, protettore della Siponto della prima ora; e San Filippo Neri, portato dall’arcivescovo Orsini suo grande devoto. (Dei tre il solo Filippo Neri, ha la bolla papale che lo designa Patrono di Manfredonia).
MA E’ il culto della Madonna di Siponto a rappresentare la religiosità dei manfredoniani. La processione, lunga e intensa, dell’icona della Madre di Dio, è sempre stata il fulcro delle Festa che solo all’epoca della epidemia colerica del 1840-41, ha avuto la collocazione stabile dal 29 al 31 agosto. Prima di quelle data, le processioni della sacra effige della Madonna, avvenivano sporadicamente, in momenti specifici di bisogno legati a calamità naturali. Consuete erano le novene dedicate alla Madonna contro la siccità, situazione piuttosto frequente, come del resto quella opposta delle inondazioni. Frequenti anche le epidemie.
NEL ‘700 la Festa patronale era incentrata soprattutto sulla dimensione religiosa, con processioni solenni, pratiche di devozione comunitaria e un forte coinvolgimento popolare. L’icona della Vergine santissima era custodita nell’antica cattedrale di Siponto dalla quale veniva prelevata e portata, in processione solenne, nella Cattedrale di Manfredonia, cuore della città e delle celebrazioni religiose, dove rimaneva per tutta la durata dei festeggiamenti; al termine veniva riaccompagnata con grande solennità a Siponto.
UNA TRADIZIONE suggestiva con un forte sentimento spirituale, estinta nel 1970 allorquando l’arcivescovo Valentino Vailati decise di spostare tanto il Quadro quanto la statua lignea policroma della Madonna, detta la Sipontina, nella cattedrale di Manfredonia, Un provvedimento dovuto essenzialmente a motivi di sicurezza. Così come per ragioni di tutela il prezioso Tavolo della Madonna, già sottoposto a numerosi restauri (1896, 1927, 1964), è stato collocato stabilmente nella cappella condizionata predisposta dall’arcivescovo Vailati al centro della Cattedrale. Di conseguenza nel 2002 si decise di portare in processione una copia del Quadro originale, realizzata dallo scultore Aronne Del Vecchio, progettista della facciata della Cattedrale, committente l’arcivescovo Andrea Cesarano, dominata dal mosaico che raffigura l’incoronazione della Madonna di Siponto avvenuta nel corso delle Festa del 1955, per mano del cardinale Angelo Roncalli, poi Papa Giovanni XXIII, raffigurato in un monumento marmoreo collocato nella Piazza a lui intitolata.
IL PELLEGRINAGGIO della Madonna, accompagnata dal popolo orante, in solenne raccoglimento spirituale e di devozione, con il coinvolgimento delle confraternite religiose, si snodava lungo le strade addobbate con fiori, drappi, festoni, preceduto dalla banda musicale e annunciata con colpi di mortaretti. Anche se l’emotività delle Festa grande è sostanzialmente la stessa, sono mutate le performance della kermesse: il palo della cuccagna e la corsa con i sacchi hanno ceduto il passo al fantasmagorico luna park e alle notti bianche.
ANCHE nella Processione, se persiste l’afflato devozionale originario, sono andate modificandosi le caratterizzazioni temporali: i costumi evolvono e la Processione della Madonna di Siponto si adegua.
Nel tempo contemporaneo sono emerse alcune preoccupazioni in ambito ecclesiastico, riguardo al rischio che la Processione possa degenerare da atto di devozione a mero spettacolo folkloristico. Si evidenzia che per mantenere l’alto valore religioso della Solennità, è necessario un corretto comportamento teologico e pastorale che preservi la natura di autentica manifestazione di fede e non la riduca a evento mondano o folkloristico. Il richiamo è volto essenzialmente alle nuove generazioni nelle quali pare prevalere una deriva sociale o di divertimento.
VA BENE la kermesse festaiola adeguata ai tempi correnti, ma che la Processione della Madonna Santissima di Siponto, eletta Patrona di Manfredonia, conservi il suo momento di fede e raccoglimento popolare, di rispettosa coesione comunitaria.
Michele Apollonio

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