Molo 21 difende Moscone dopo l’attacco de Il Foglio: “Testimonianza limpida e scomoda, ma preziosa”

Chi sceglie di suonare le campane per la pace e la dignità umana non esclude nessuno: include tutti”. Con queste parole l’Associazione Politico Cu

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Franco Moscone

Chi sceglie di suonare le campane per la pace e la dignità umana non esclude nessuno: include tutti”. Con queste parole l’Associazione Politico Culturale Molo 21 ha espresso pubblicamente la propria solidarietà a padre Franco Moscone, arcivescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, recentemente oggetto di un duro attacco da parte del quotidiano Il Foglio, che gli ha contestato alcune prese di posizione legate a scenari internazionali e iniziative locali di carattere sociale.

Nel comunicato firmato dal direttivo di Molo 21, si sottolinea la coerenza e il valore umano dell’operato di padre Moscone, che “ha sempre dato prova di una profonda attenzione per tutte le sofferenze umane, ovunque si manifestino: a Gaza, nei Paesi dove i cristiani sono perseguitati, nei quartieri dimenticati del nostro Mezzogiorno”.

Una voce che disturba chi cerca di dividere
L’attacco mediatico contro l’arcivescovo ha acceso il dibattito, ma Molo 21 respinge con fermezza ogni tentativo di delegittimare la voce del pastore foggiano, sottolineando come il suo impegno sia animato da un’idea di evangelizzazione inclusiva e non partigiana. “Chi cerca di dividerci tra ‘noi’ e ‘loro’ – scrive l’associazione – dimentica il cuore del messaggio evangelico”.

Un riferimento morale non allineato
Per il gruppo politico-culturale, padre Moscone rappresenta oggi una figura di riferimento capace di “disturbare chi vorrebbe una Chiesa silenziosa o allineata”. “La sua è una testimonianza limpida – si legge nella nota – scomoda per alcuni, ma preziosa per molti. Continui nel suo cammino con la forza di chi sa che il Vangelo non si piega alle logiche del consenso o della convenienza”.

L’episodio riaccende i riflettori sul ruolo del mondo ecclesiastico nel dibattito pubblico e sulla libertà di parola nel contesto delle grandi crisi sociali e internazionali, dal conflitto in Medio Oriente alla povertà diffusa nel Sud Italia.

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