VERSO LE REGIONALI/ LO SCONTRO EMILIANO-DECARO TRA MEDIATORI E DECISIONISTI. IL GOVERNATORE REPLICA ALL’EURODEPUTATO: «1 FIGLI VANNO PRESI COME SONO…»

Il presidente uscente avrebbe ricevuto rassicurazioni da Roma per le politiche. Voci di un suo passo indietro unilaterale. «Tutto bene con Deca

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Il presidente uscente avrebbe ricevuto rassicurazioni da Roma per le politiche. Voci di un suo passo indietro unilaterale.

«Tutto bene con Decaro? Sem­pre tutto a posto. Come si dice, i padri i figli se li devono tenere come sono. Come vengono, ven­gono»: il governatore Michele Emiliano, dopo aver incassato la battuta dell’eurodeputato a Polignano («io figlio? I figli di Emi­liano sono un po’ inflazionati»), ha replicato a sua volta confermando che tra i due non è tornato il se­reno ma non ci sono nemmeno venti di guerra.

La polemica sulla possibile can­didatura del presidente uscente come consigliere ha però alimen­tato, soprattutto sui social, un ve­ro referendum tra i due, e allo stesso modo la base e la classe dirigente (pur con la bocca cuci­ta), si è divisa sia tra tifoserie e tra pontieri e ultras.

Al momento sarebbe difficile, in una eventuale scommessa dei bookmaker, scommettere su un possibile esito finale di questa contesa. «Quello che bisogna evi­tare – spiega una fonte del centrosinistra che specifica la sua vi­cinanza ad entrambi i duellanti – è il gioco della torre: buttiamo giù Emiliano o Decaro. C’è spazio per una ricomposizione».

Il passaggio successivo: «È un momento in cui c’è una innegabile tensione ma anche in questa fase si può trovare una intesa. Bisogna discuterne nel Pd». Il ragionamento di fondo è che ci sono due linee confliggenti: il diritto di Emiliano a candidarsi per continuare a rappresentare una soggettività politica, e l’aspi­razione di Decaro, determinato nel rappresentare un percorso di rinnovamento: «Il Pd – aggiunge ancora il dirigente progressista – deve cercare di ricomporre, per evitare di dover scegliere uno o l’altro. Anche favorendo il dialogo tra i due protagonisti».

Decaro (che secondo una rico­struzione avrebbe in due occasio­ni dato il via libera alla discesa in campo «come frate semplice» di Emiliano), considera insostenibi­le una campagna elettorale con due personalità sui generis come l’attuale governare e Nichi Ven­dola in campo. Altri evidenziano che l’apporto elettorale di Emi­liano, nella provincia di Bari e non solo, potrebbe essere decisi­vo, «stante le tante defezioni, per svariati motivi registrate in que­sti mesi: Delli Noci, Caracciolo, Maurodinoia, Pisicchio, Cassa­no…», chiosa un’altro dirigente del centrosinistra, dalle parti del Lungomare.

Sul fronte dei prò Decaro, c’è il consigliere regionale Sergio Blasi. L’esponente dem salentino, intervenendo alla Festa dell’Unità di Campi salentina, con il depu­tato emilianista Claudio Stefanazzi in prima fila, ha rivolto un dop­pio appello: «Decaro sciogli i dub­bi, ritrova la motivazione, e can­didati alla guida della Puglia. Sen­za tutori, senza sentinelle. Presi­dente Michele Emiliano, fai un regalo ai pugliesi: non ti devi can­didare».

Dai canali di comunicazione tra Roma e Bari, filtrano anche ele­menti di una possibile mediazio­ne: secondo alcune indiscrezioni dai vertici del partito sarebbero arrivate rassicurazioni a Emilia­no sulle prossime politiche (che dovrebbero tenersi nel 2027) e su un suo ruolo di primo piano, men­tre sulla candidatura in autunno non ci sarebbero veti.

Altre indiscrezioni, inoltre, raccontano di una opzione (tutta da soppesare per un incastro di eventi) di un passo indietro uni­laterale di Emiliano, molto ama­reggiato per il trattamento rice­vuto in queste settimane, mentre è impegnato in prima linea nella vertenza Ilva, dove l’orientamento degli enti territoriali risulterà determinante per il futuro della fabbrica, ma soprattutto per l’orizzonte occupazionale di quasi ventimila lavoratori tra acciaie­ria e indotto.

Tanti consiglieri regionali, so­prattutto civici, in queste ore sono disorientati e si guardano intor­no. Il consigliere regionale Save­rio Tammacco, da giorni alla ri­cerca di un appuntamento con De­caro, avrebbe espresso qualche malumore per la disattenzione nei suoi confronti. E in alternativa all’ipotesi di una sua corsa nella lista civica del presidente, qual­cuno non esclude il ritorno nel centrodestra, riportando al fronte conservatore il suo fatturato po­litico di quasi 13mila preferenze. E le regionali sono anche ima con­tesa di numeri.

gazzettamezzogiorno

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