La preoccupazione è forte e ha il peso di un appello urgente alle istituzioni. La Cisl, la Fai Cisl e l’Anolf di Foggia chiedono al prefetto Paolo

La preoccupazione è forte e ha il peso di un appello urgente alle istituzioni. La Cisl, la Fai Cisl e l’Anolf di Foggia chiedono al prefetto Paolo Grieco di convocare con urgenza il tavolo tecnico con il Commissario Governativo per l’emergenza insediamenti abusivi Vincenzo Falco, per fare chiarezza sui gravi ritardi nell’utilizzo dei fondi del PNRR destinati all’eliminazione dei ghetti in provincia di Foggia.
Secondo quanto dichiarato dalla segretaria generale della Cisl di Foggia Carla Costantino, dal segretario generale della Fai Cisl Donato Di Lella e dalla presidente di Anolf Foggia Latifa Mouaffaq, ci sarebbe un rischio concreto di perdere 114 milioni di euro già stanziati dal Governo, di cui 53 milioni solo per l’ex pista aerea di Borgo Mezzanone. “Abbiamo presentato progetti ai Comuni per offrire alternative dignitose ai lavoratori stranieri, ma i ghetti di lamiera e cartone sono ancora lì, immutati”, afferma Costantino.
Il nodo centrale, secondo i sindacati, riguarda l’inerzia progettuale e le mancate risposte su quali ostacoli stiano bloccando l’iter. “Non comprendiamo i ritardi e chiediamo trasparenza – dichiarano Di Lella e Mouaffaq –. Inoltre, la soluzione dei moduli abitativi è solo temporanea e non risolve il problema delle condizioni disumane in cui vivono migliaia di braccianti”.Il comunicato unitario evidenzia anche un’altra richiesta urgente al Commissario Falco: avviare l’iter per un nullaosta lavorativo, permettendo ai migranti di uscire dalla zona grigia dello sfruttamento e lavorare legalmente. “Parliamo di una forza lavoro indispensabile per l’agricoltura in provincia di Foggia, da regolarizzare e tutelare”, concludono i sindacati.
L’appello lanciato oggi, 14 luglio 2025, è un grido d’allarme che sollecita risposte immediate: “Non si può più aspettare, perché ogni giorno che passa si perdono risorse e, soprattutto, si perpetua una condizione di disumanità ai margini della Capitanata”.


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