IL PORTO di Manfredonia ha ospitato, nei giorni scorsi, stakeholder internazionali e pugliesi impegnati nella cooperazione e condivisione di buone

IL PORTO di Manfredonia ha ospitato, nei giorni scorsi, stakeholder internazionali e pugliesi impegnati nella cooperazione e condivisione di buone pratiche per la promozione di un ecosistema sostenibile e competitivo per l’energia eolica offshore nella regione adriatica. Organizzato e ospitati da Arti, l’Agenzia regionale per la tecnologia, il trasferimento tecnologico e l’innovazione della Puglia con sede a Bari, i partner del progetto “Adrionwind” in rappresentanza di Italia, Croazia, Albania, Montenegro e Bosnia-Erzegovina, dopo un incontro tecnico svoltosi a Bari, hanno approfondito le attività sul campo, nei porti di Taranto e Manfredonia dove sono attivi gli operatori impegnati nell’eolico offshore e della blue economy.
A TARANTO è stato esaminato in particolare, il parco eolico offshore “Beleolico”, il primo nel Mediterraneo, un esempio virtuoso – è stato evidenziato – di integrazione tra sostenibilità ambientale, sociale e contesto industriale complesso, nonché una leva strategica per lo sviluppo di una filiera industriale del territorio. Uno scenario in forte crescita nell’area portuale di Manfredonia nel cui golfo adriatico è previsto un consistente parco eolico. La delegazione si è interessata in modo specifico alla organizzazione logistica di quello che si configura come un importante hub dello scalo marittimo di Manfredonia. Gli ospiti internazionali si sono soffermati nell’analizzare l’organizzazione dell’agenzia marittima specializzata nella logistica dei componenti per turbine eoliche “Galli&Figlio” la cui attività si estende a livello europeo e internazionale.
UNA REALTA’ che si avvale di una struttura portuale di grande affidabilità (peraltro oggetto di poderose opere di rifunzionalizzazione da parte dell’Autorità di sistema portuale), dotata di estese aree retroportuali, divenuta strategica per l’importazione e lo smistamento della componentistica eolica di grandi dimensioni, potendo disporre di 60mila metri quadri di aree di stoccaggio, attrezzature per componenti lunghe fino a 90 metri, un network per la gestione dell’intero processo logistico (dogana, montaggi, trasporti).
UNA SOSTANZIALE innovazione nel contesto storico del porto di Manfredonia che ha attivato interessanti sinergie territoriali con il coinvolgimento delle piccole e medie imprese non solo locali, che assicurano una transizione energetica efficace e inclusiva che immette nuova linfa nel tessuto economico locale.
«L’EOLICO onshore è divenuto un motore fondamentale per l’economia non solo portuale» ha affermato l’avvocato Viviana Prencipe, specialista doganale dell’agenzia “Galli & Figlio”, illustrando i dati riportati dalle associazioni di categoria sul movimento dell’indotto riferiti alla sola agenzia Galli. «Dati – ha annotato – di incoraggiante conforto: occupazione giornaliera 100 unità; sviluppo ore lavoro annuali 129.600; contributo erariale circa 30 milioni di euro annui; soste media in alberghi e B&B a Manfredonia e comuni limitrofi, 20 giorni al mese per circa 50 unità lavorative; manutenzione dei mezzi meccanici; rifornimento di carburanti dei mezzi meccanici; fornitura materiali di consumo. La ricaduta complessiva – ha concluso – sulla economia locale è calcolata in circa cinque milioni di euro».
UN RUOLINO di marcia concreto e reale che ha elevato il porto di Manfredonia a scalo leader nel traffico eccezionale di impianti eolici, con una crescita della movimentazione oltre il duecento per cento. Il che si traduce – è stato rilevato – in crescita occupazionale, ricadute economiche, positiva risposta alla crisi energetica. Un punto di partenza che preconizza ulteriori sviluppi delle straordinarie potenzialità insite nel settore.
Michele Apollonio


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